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CSEN Cinofilia

Lo sport per te e il tuo cane

Pet Therapy

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CSEN – PET THERAPY
 
INTERVENTI EDUCATIVI, ASSISTENZIALI E TERAPEUTICI
ASSISTITI DAL CANE
 
LINEE GUIDA NAZIONALI
 
 
 
 
Indice degli argomenti:
 
1.             Premessa
2.             Scopo
3.             Tipologie di intervento
4.             Obiettivi
5.             Controindicazioni
6.             L’equipe
7.             Le strutture
8.             Progettazione degli interventi
9.             Monitoraggio e valutazione di efficacia
10.           Gli animali
11.           Misure igieniche
12.           Le qualifiche del CSEN in IAA
13.           La formazione dei tecnici
14.           Il test di abilitazione del cane
15.           Procedure per il riconoscimento dei corsi
16.           Disciplinare per tesseramenti ed abilitazioni
17.           Contatti e riferimenti
18.           Modulistica (allegati)
 
 
 
 
 
 
1.   PREMESSA
 
Il CSEN, in qualità di Ente di promozione sociale e sportiva, intende supportare le Associazioni ad esso affiliate, nell’ambito degli interventi assistenziali, educativi e terapeutici assistiti dal cane (Pet Therapy). Le seguenti Linee Guida sono a supporto di chiunque, avendone il titolo e le competenze, intenda organizzare oppure partecipare ad interventi in tale ambito.
Attraverso le Linee Guida, inoltre, l’Ente intende regolamentare la formazione dei tecnici che opereranno in tale ambito.
 
Le Linee Guida proposte dal CSEN sono coerenti con le Linee Guida Nazionali, approvate nell’accordo Stato-Regioni il 25 Marzo 2015. Nonostante ciò, l’Ente invita ogni tecnico del settore a consultare e ad attenersi scrupolosamente ad eventuali integrazioni o modifiche stabilite dalla propria regione di appartenenza.
 
Per semplificazione ed a titolo puramente convenzionale, verrà spesso usato il termine “Pet Therapy” per racchiudere in una sola espressione tutti gli Interventi Assistiti dagli Animali oggetto delle Linee Guida.
 
Tra i vari animali coinvolti in Pet Therapy, ci si riferisce in particolare al coinvolgimento del cane come mediatore nelle attività.
 
2.   SCOPO
 
·      Definire le modalità e le responsabilità di prescrizione, progettazione, attuazione e valutazione degli interventi educativi, assistenziali e terapeutici assistiti dal cane.
·      Definire standard operativi per la corretta ed uniforme erogazione degli IAA eseguiti dalle Associazioni affiliate al CSEN sul territorio nazionale.
·      Definire le Linee Guida per la formazione dei membri dell’equipe e degli animali coinvolti.
 
3.   TIPOLOGIE DI INTERVENTO
 
Le presenti Linee Guida si applicano alle attività educative, assistenziali e terapeutiche con coinvolgimento di animali, che in seguito chiameremo IAA (Interventi Assistiti dagli Animali). Essi si distinguono in tre principali categorie di intervento:
 
a) Attività Assistite dagli Animali (AAA)
b) Educazione Assistita dagli Animali (EAA)
c) Terapie Assistite dagli Animali (TAA).
 
3.1  AAA (Attività Assistite dagli Animali)
 
Le Attività Assistite dagli Animali consistono in interventi di tipo ludico-ricreativo, di integrazione e di supporto psico-relazionale, finalizzati al miglioramento della qualità di vita di varie categorie svantaggiate di utenti (soggetti con disabilità, pazienti ospedalizzati, pazienti psichiatrici, anziani istituzionalizzati, detenuti ecc.) e realizzati mediante animali in possesso di adeguate caratteristiche.
 
Le AAA trovano applicazione in diverse situazioni quali:
 
 
 
·      patologie che comportino prolungata ospedalizzazione o ripetuti ricoveri in strutture sanitarie
 
·      difficoltà dell’ambito relazionale nell’infanzia e nell’adolescenza
 
·      disagio emozionale
 
·      difficoltà comportamentali e di adattamento socio-ambientale
 
·      situazioni di istituzionalizzazione di vario tipo (istituti per anziani e pazienti psichiatrici, case famiglia e comunità per minori, carceri)
 
·      condizioni di malattia e/o disabilità che prevedano un programma di assistenza domiciliare integrata.
 
3.2    EAA (Educazione Assistita dagli Animali)
 
L’Educazione Assistita dagli Animali non prevede, a differenza delle altre attività, dichiarati obiettivi di supporto o terapeutici. Essa viene attuata attraverso progetti educativi, rieducativi e culturali rivolti ad adulti e bambini, studenti di ogni ordine e grado, sia sani che con malattia o disabilità, nonché a persone affette da disturbi del comportamento e/o istituzionalizzate.
I beneficiari possono essere gruppi o singoli, possono appartenere, ma non necessariamente, a categorie socialmente svantaggiate.
L’EAA si esprime più comunemente attraverso progetti educativi realizzati nelle scuole, ma trova inoltre applicazione in diverse situazioni quali:
 
·      prolungata ospedalizzazione o ripetuti ricoveri in strutture sanitarie
 
·      difficoltà dell’ambito relazionale nell’infanzia e nell’adolescenza
 
·      disagio emozionale
 
·      difficoltà comportamentali e di adattamento socio-ambientale
 
·      situazioni di istituzionalizzazione di vario tipo (istituti per anziani e per pazienti psichiatrici, residenze sanitarie assistenziali, comunità per minori, carceri, ecc.)
 
·      condizioni di malattia e/o disabilità che prevedano un programma di assistenza domiciliare integrata.
 
3.3   TAA (Terapie Assistite dagli Animali)
 
Le Terapie Assistite dagli Animali sono interventi individualizzati sul paziente, utilizzati a supporto delle terapie tradizionali, per la cura di patologie fisiche, psichiche, sensoriali o plurime.
Esse sono finalizzate al miglioramento di disturbi della sfera fisica, motoria, psichica, cognitiva od emotiva. Sono progettate sulla base delle indicazioni sanitarie e psico-relazionali fornite dal medico e/o dallo psicoterapeuta e prevedono precisi obiettivi ed indicatori di efficacia.
Le TAA trovano quindi applicazione in diverse situazioni quali:
 
·      patologie che comportino prolungata ospedalizzazione o ripetuti ricoveri in strutture sanitarie o situazioni di istituzionalizzazione di vario tipo
 
 
·      situazioni di disabilità neuromotoria e/o psicomotoria che richiedano interventi riabilitativi
 
·      psicopatologie varie tra cui:
 
-       psicopatologie dell’infanzia e dell’adolescenza (autismo, disturbi dell’apprendimento e del linguaggio, ecc.)
-       disturbi di ansia ed umore
-       psicosi
-       disturbi della personalità
-       disturbi dell’adattamento
-       disturbi post-traumatici
-       disturbi cognitivi/neuro-psicologici
 
·      deficit sensoriali
·      condizioni di malattia che prevedano un programma di assistenza domiciliare integrata.
 
4.   OBIETTIVI
 
Gli interventi che prevedono il coinvolgimento di animali producono i loro benefici attraverso la relazione con l’animale.
 
4.1 Attività Assistite dagli Animali (AAA)
 
Le AAA richiedono un’impostazione meno strutturata degli altri interventi: non prevedono precisi obiettivi individuali ed hanno una valenza prevalentemente di tipo ludico-ricreativo e di supporto emotivo-affettivo e di socializzazione.
Le AAA sono finalizzate al rafforzamento delle risorse interne della persona con un aumento del benessere. Le AAA intervengono, quindi, per dare all’utente più risorse per affrontare la sua situazione di problematicità, ma non intervengono su di essa.
Si possono identificare due tipi di effetti positivi delle AAA:
 
1. la promozione del benessere della persona, intervenendo nelle aree motivazionali, emozionali, cognitive e cinestesiche
 
2. la promozione dell’integrazione sociale e relazionale della persona, intervenendo nelle situazioni interattive, ricreative, ludiche, affiliative e sociali.
 
In ambito cinofilo, alcune attività sportive dedicate a persone con disabilità possono avere grande valenza per una discreta varietà di utenti.
Tra queste l’Agility Dog, detta Para-Agility quando dedicata a persone con disabilità. Per approfondimenti vd. le Linee Guida della Paragility sul sito www.csencinofilia.it
 
4.2 Educazione Assistita dagli Animali (EAA)
 
L’EAA mira a trasmettere competenze e conoscenze, ma anche a migliorare il livello di benessere psico-fisico e sociale della persona e, in taluni casi, a rinforzare l’autostima ed a ricreare il senso di normalità del soggetto coinvolto. Attraverso la mediazione degli animali domestici vengono attuati anche percorsi di rieducazione comportamentale.
 
I progetti di EAA realizzati nelle scuole prendono convenzionalmente il nome di “zoo-antropologia didattica” e si avvalgono della relazione uomo-animale per facilitare il raggiungimento di obiettivi pedagogici. Sono usualmente rivolti a gruppi o classi e vengono realizzati sulla base di un progetto o unità didattica. Esso deve prevedere precisi obiettivi formativi, metodologia, verifiche ed analisi dei risultati.
Il cane è spesso il protagonista del progetto educativo, oppure fa da mediatore per favorire l’acquisizione di contenuti non direttamente correlati all’animale ma ad altri ambiti, come l’educazione civica e ambientale, le scienze.
 
4.3 Terapie Assistite dagli Animali (TAA)
 
Le TAA prevedono un’impostazione fortemente strutturata (obiettivi individuali, gestione standardizzata degli incontri con l’animale) ed hanno una valenza di affiancamento alle terapie tradizionali per specifiche patologie. Esse hanno una modalità di conduzione ed una durata prestabilita e sono praticate in sedute individuali o di gruppo. Il valore curativo delle TAA risiede nella relazione che si instaura fra paziente, terapeuta ed animale attraverso la mediazione del suo coadiutore.
Le TAA sono frutto di un progetto individualizzato per paziente e per patologia, strutturato in fasi costantemente monitorate, con obiettivi iniziali, intermedi e finali, non disgiunte da altri eventuali trattamenti in corso. Le TAA, quindi, contribuiscono a dare al paziente più risorse per affrontare la sua situazione di problematicità e come tali intervengono su di essa.
 
Gli obiettivi delle TAA sono principalmente di tipo terapeutico e specifici per ciascun paziente:
 
·      cognitivi: miglioramento di memoria, attenzione e/o linguaggio
·      comportamentali: controllo dell’iperattività, rilassamento corporeo, acquisizione di regole
·      comunicativi: miglioramento delle capacità espressive e ricettive, sia verbali che non verbali
·      psicosociali: miglioramento delle capacità relazionali e di interazione, del rispetto dell’altro e della collaborazione ad attività comuni
·      affettivi: sviluppo delle capacità di dare cura ed accudimento, acquisizione di uno stato di sicurezza affettiva
·      emotivi: miglioramento nelle capacità di espressione e regolazione delle emozioni, sviluppo e/o rafforzamento della capacità empatica (comprensione degli stati emotivi altrui)
·      psicologici in senso stretto: trattamento di alcune psicopatologie, miglioramento dell’autostima e della fiducia in se stessi
·      somato-motori: potenziamento dell’area cinetica e della competenza nella realizzazione di particolari movimenti ed abilità motorie
·      psico-motori: miglioramento delle capacità di integrazione tra componenti psichiche e somatiche.
 
5.   CONTROINDICAZIONI
 
Gli IAA sono sconsigliati (o richiedono un’attenta valutazione medica) in alcune condizioni: patologie organiche in cui è controindicato il contatto con gli animali (es. allergie al pelo del cane,
immunodepressione severa, ferite aperte, presenza di presidi medici possibili porte di accesso per infezioni quali: cateteri venosi, tracheostomie, derivazioni ventricolo-peritoneali esterne).
Essi sono inoltre controindicati in qualunque condizione ambientale o situazione relazionale che possa essere rischiosa, o causare stress eccessivo o rischio di maltrattamento, per l’animale,
 
comprese alcune psicopatologie e disturbi psico-relazionali (es. disturbo ossessivo-compulsivo, fobie specifiche per gli animali).
 
6.   L’EQUIPE
 
Per la complessità delle reciproche interazioni fra paziente ed animale e delle specifiche esigenze di entrambi i soggetti coinvolti negli IAA, è necessario che esse siano progettate, programmate e
realizzate da parte di un gruppo transdisciplinare, con la partecipazione costante di diverse figure professionali, con competenze e responsabilità rispettivamente legate all’utente e all’animale:
 
Per l’utente:
 
  1. Responsabile di progetto: un professionista del settore educativo-socio-sanitario
 
Tale figura deve essere abilitata ai sensi di legge per l'erogazione della specifica forma di intervento.
Nelle AAA prende il nome di Responsabile di attività e può essere un professionista del settore socio-sanitario: medico o psicologo o psicoterapeuta o assistente sociale o fisioterapista o laureato in scienze motorie o educatore professionale o infermiere in funzione degli obiettivi dell’intervento.
Nella EAA può essere un professionista del settore dell’educazione: pedagogista o educatore professionale o psicologo o psicoterapeuta.
Nelle TAA deve essere un professionista clinico: medico specialista o psicologo-psicoterapeuta, in funzione degli obiettivi della terapia.
 
Nell’ambito degli IAA, egli coordina l’equipe nella definizione degli obiettivi del progetto, delle relative modalità di attuazione e valutazione degli esiti. In particolare si occupa di:
 
·     Richiesta o prescrizione dell’intervento
 
·     Progettazione dell'intervento in base al proprio ambito di competenza
 
·     Definizione degli obiettivi
 
·     Scelta degli strumenti per la valutazione di efficacia
 
·     Consenso informato: informare l’utente e/o i suoi tutori sulle caratteristiche dell’intervento
 
·        Scelta degli operatori del settore educativo-socio-sanitario che seguano l’utente e      supervisionino l’interazione con il cane durante le sedute (referenti di intervento, vd. punto 2),  verificandone l’operato attraverso modalità prestabilite
 
·        Condivisione con gli altri membri dell’equipe degli obiettivi, delle modalità di esecuzione degli  interventi e degli strumenti scelti per la valutazione di efficacia.
 
Egli deve essere regolarmente abilitato alla professione ed aver avuto specifica formazione nell’ambito della Pet Therapy (vd. formazione del responsabile di progetto, cap. 13).
 
  1. Referente di intervento
 
Prende in carico la persona durante la seduta, ai fini del raggiungimento degli obiettivi del progetto. Individuato dal responsabile di progetto per tale ruolo, egli è in possesso di diploma di laurea
 
 
triennale (o titolo equipollente) in ambito socio-sanitario, psicologico o educativo e di documentata esperienza e competenza in relazione agli obiettivi del progetto:
 
Per la EAA: egli deve essere in possesso di laurea almeno triennale in ambito socio-sanitario, psicologico o educativo
Per le TAA: egli deve appartenere alle figure professionali dell’area sanitaria di cui al D.I. del 19/02/2009 o appartenenti alle professioni sanitarie (ex legge 43/2006 e D.M. 29/03/2001).
 
Egli deve aver avuto specifica formazione nell’ambito della Pet Therapy (vd. formazione del referente di intervento, cap. 13).
 
Egli partecipa operativamente alle sedute, occupandosi di:
 
  • Monitoraggio delle attività di interazione dell’utente con l’animale
 
  • Gestione attiva dell’utente durante le sedute
 
  • Supervisione delle dinamiche emotivo-relazionali.
 
Il responsabile di progetto, avendone i titoli (in base alla propria qualifica ed agli obiettivi dell’intervento), può anche gestire operativamente l’utente durante le sedute e rivestire il ruolo del referente di intervento. Di contro il referente di intervento non può essere allo stesso tempo responsabile di progetto, a meno che non ne possieda i requisiti di cui al punto 1.
 
Per il cane:
 
  1. Responsabile dell’idoneità e del benessere animale: un medico veterinario
 
Il medico veterinario, con formazione e/o comprovate competenze in IAA (vd. formazione del veterinario esperto in Pet Therapy, cap. 13), ha la responsabilità di verificare che ogni animale coinvolto sia idoneo dal punto di vista igienico-sanitario ed attitudinale-comportamentale per il tipo di intervento. Egli, assumendosene la responsabilità, partecipa alla scelta degli animali ed indirizza alla corretta gestione degli stessi. Egli si avvale della consulenza di un istruttore cinofilo (vd. punto 5) con competenze specifiche nella preparazione dei cani per gli IAA.
Il veterinario deve redimere e rinnovare periodicamente la cartella clinica dell’animale, che ne attesti il benessere psico-fisico.
 
  1. Coadiutore del cane
 
E’ un tecnico con formazione specifica nella conduzione del cane in Pet Therapy (vd. formazione del coadiutore, cap. 13).
Egli partecipa operativamente alle sedute attraverso:
 
  • La conduzione dell’animale nel corso delle attività
 
  • Il controllo del benessere animale durante l’interazione con l’utente
 
  • La gestione dell’interazione tra cane ed utenti e terzi.
 
Egli riferisce al medico veterinario eventuali sintomi di disagio o malattia.
Egli inoltre partecipa attivamente alla preparazione dell’animale, sotto la guida e supervisione dell’istruttore cinofilo (vd. punto 5).
 
 
  1. Preparatore dell’animale: un Istruttore Cinofilo
 
E’ un istruttore cinofilo CSEN, con formazione specifica nella conduzione del cane in Pet Therapy (vd. formazione del coadiutore, cap. 13) e/o comprovata esperienza nella preparazione e conduzione di cani in IAA.
 
Si occupa di:
 
  • Scegliere, insieme al medico veterinario, i binomi cani-conduttori per l’intervento
 
  • Assistere i coadiutori nella preparazione degli animali, perché acquisiscano i requisiti comportamentali richiesti per l’intervento
 
  • Monitorare, insieme al medico veterinario, il benessere animale
 
  • Verificare l’operato dei cani e dei coadiutori attraverso modalità prestabilite
 
  • Supportare il coadiutore del cane, nel preservare il benessere fisico e psichico dell’animale durante, prima e dopo le sedute.
 
Per le sue competenze, l’istruttore potrebbe anche condurre operativamente gli animali negli interventi, assumendo il ruolo di coadiutore. Non è possibile il contrario, ossia un coadiutore del cane non può assumere il ruolo del preparatore dell’animale se non ne possiede requisiti e qualifica.
 
7.   LE STRUTTURE
 
Gli IAA possono essere eseguiti sia in centri specializzati, sia presso altre strutture pubbliche o private, che siano in possesso di tutte le autorizzazioni (amministrative, edilizie, sanitarie, ecc.) previste dalle normative vigenti e che rispondano a precisi requisiti strutturali e gestionali correlati alla tipologia di intervento erogato.
Seguono le strutture non specializzate più comunemente impiegate: ospedali, strutture riabilitative per pazienti disabili, strutture per pazienti psichiatrici, case di riposo, residenze sanitarie, comunità per il recupero dei tossicodipendenti, strutture per la tutela e protezione dei minori, istituti di detenzione, asili, scuole, fattorie didattiche, ludoteche, poli zoo-antropologici, centri cinofili, centri sportivi e ricreativi, fattorie sociali ecc. Quando opportuno gli interventi possono essere eseguiti, nell’ambito di programmi di assistenza domiciliare integrata, presso il domicilio dell’utente.
 
I centri specializzati in IAA sono strutture in possesso di nulla osta per l’erogazione di IAA, rilasciato dalle autorità sanitarie territorialmente competenti. Si distinguono in:
- Centri specializzati con animali residenziali
- Centri specializzati con animali non residenziali.
 
7.1 Requisiti strutturali
 
Tutti i centri specializzati devono prevedere almeno:
 
·      Accessi differenziati per utenti/pazienti ed animali
 
·      Area di attesa per pazienti/utenti dotata di servizi igienici
 
·      Area/e per l’erogazione degli interventi
 
 
 
·      Locali e servizi igienici per gli operatori
 
·      Locale o area per familiari ed accompagnatori
 
·      Aree di riposo e di igiene per gli animali
 
·      Locale ad uso infermeria veterinaria.
 
I Centri che ospitano animali residenziali devono inoltre essere provvisti di ricoveri ed aree adeguate per la permanenza degli animali. I ricoveri e gli spazi che ospitano gli animali, nei centri con animali residenziali, devono essere:
 
·      Isolati al fine di garantire un adeguato riposo agli animali
 
·      Sufficientemente ampi e confortevoli in base al numero dei soggetti presenti
 
·      Provvisti di ripari adeguati ed in numero sufficiente rispetto al numero degli animali presenti
 
·      Tali da assicurare adeguato esercizio fisico, la socializzazione o la possibilità di isolamento in relazione alle esigenze fisiologiche dei singoli animali.
 
I ricoveri e gli spazi devono, inoltre, rispondere ai requisiti strutturali previsti da eventuali disposizioni normative specifiche.
 
Le aree per l’erogazione degli interventi devono essere:
 
·      Separate o separabili, al fine di evitare interferenza con eventuali altre attività svolte
 
·      Dotate di attrezzature specifiche individuate dall’equipe, in relazione al tipo di intervento erogato e agli animali coinvolti
 
·      Dotate, nel loro interno o nelle immediate vicinanze, di lavandino con acqua corrente, corredato di detergente per mani ed adeguati sistemi di asciugatura
 
·      Se esterne, adeguatamente recintate, con fondo sufficientemente drenante e tale da rendere agevole la rimozione delle deiezioni o altri materiali estranei
 
·      Se al chiuso, dotate di almeno una finestra apribile all’esterno, in grado di assicurare sufficiente ricambio d’aria ed illuminazione naturale. Il pavimento deve essere antiscivolo, lavabile e disinfettabile.
 
Le equipe che erogano IAA presso scuole, enti o istituzioni ecc., pubbliche o private, devono sincerarsi che i requisiti strutturali siano adeguati allo svolgimento degli interventi ed alle esigenze degli animali coinvolti, a garanzia della salute, della sicurezza e del benessere degli utenti e degli animali.
 
7.2 Requisiti gestionali
 
La gestione dei Centri è di fondamentale importanza, ai fini della corretta erogazione di IAA e del raggiungimento degli obiettivi. Chiunque intenda attivare un centro specializzato, deve stabilire procedure operative e di emergenza, compiti e responsabilità di ciascun addetto. Nei centri devono essere individuate almeno le seguenti figure:
 
·      Rappresentante legale
 
·      In caso di TAA, direttore sanitario (tale figura può coincidere con il rappresentante legale)
 
·      In caso di EAA, responsabile del centro (tale figura può coincidere con il rappresentante legale)
 
·      Figure professionali, sanitarie e non, con qualifiche ed in numero adeguato in relazione ai progetti.
 
Nei centri con animali residenziali, in considerazione della presenza permanente degli stessi, devono essere individuate, inoltre, le seguenti figure:
 
·      Direttore sanitario veterinario, che può coincidere con il medico veterinario esperto in IAA
 
·      Responsabile del benessere animale
 
·      Operatori adeguatamente formati per accudire gli animali ospitati.
 
N.B. Le figure professionali, sanitarie e non, e gli operatori che erogano gli IAA presso strutture non specializzate, devono registrarsi presso l’azienda sanitaria territorialmente competente.
 
8.    PROGETTAZIONE DEGLI INTERVENTI
 
Al fine di promuovere la diffusione di uniformi modalità di erogazione delle attività e di favorire la confrontabilità dei risultati, si suggerisce che venga seguita la seguente procedura nella fase di progettazione ed erogazione degli interventi. Si consiglia, a tal fine, di avvalersi della relativa modulistica.
E’ compito dell’equipe, coordinata dal responsabile di progetto, programmare, mettere in atto e monitorare gli interventi ai fini del raggiungimento degli obiettivi.
 
       8.1 Prima dell’inizio dell’intervento
 
1.     Prescrizione da parte del medico specialista, lo psicologo o lo psicologo-psicoterapeuta (TAA); indicazione da parte di insegnanti/educatori/psicologi (EAA); indicazione da parte di professionisti del settore socio-sanitario (AAA).
 
2.     Costituzione dell’equipe e identificazione del responsabile di progetto o di attività (se AAA).
 
3.     Analisi dei bisogni dei destinatari dell’intervento e del contesto in cui dovrà essere erogato. Nel caso in cui esso debba essere effettuato in una sede non dedicata (es.: scuola, ospedale, struttura residenziale, ecc.) si dovrà: prendere visione della struttura ospitante, valutando l’idoneità degli spazi destinati all’attività; prendere consapevolezza degli utenti afferenti alla struttura e coinvolti nel progetto; discutere circa l’idoneità di un IAA per gli utenti identificati.
 
4.     Coinvolgimento e colloqui con familiari o persone conviventi, al fine di condividere i bisogni dei destinatario dell’intervento, salvo diversa volontà del paziente; coinvolgimento e scambio di informazioni con le figure sanitarie o gli educatori di riferimento (in base al tipo di intervento) che hanno in carico il paziente, al fine della verifica dell’appropriatezza della
 
 
prescrizione ed assenza di controindicazioni e della condivisione del contesto in cui si andrà ad operare.
 
5.     Definizione degli obiettivi, tenendo in considerazione bisogni, preferenze, menomazioni, disabilità e, soprattutto, abilità residue e recuperabili del paziente, oltre che fattori ambientali, contestuali e personali.
 
6.     L’equipe informa i familiari o i tutori legali degli utenti/pazienti, sulle modalità di erogazione degli interventi e sulle controindicazioni e fa firmare il consenso informato, nel quale essi dichiarano il loro consenso, affinché utenti/pazienti possano partecipare agli interventi.
 
7.     Stesura del progetto di intervento nel quale siano specificati:
 
·      Gli obiettivi a breve, medio e lungo termine, i tempi previsti, le azioni e le condizioni necessarie al raggiungimento degli esiti desiderati
·      La scelta degli animali più idonei
·      La tipologia di attività (ludica, condotta, ecc.) da proporre in base agli obiettivi prestabiliti.
 
8.     Definizione dei criteri di monitoraggio e verifica degli interventi (vd. cap. 9).
 
9.     Elaborazione di un programma di intervento che definisca:
 
·      Calendario delle sedute
·      Setting operativo (ambienti adibiti alle sedute)
·      Standard igienici per utenti, animali, ambienti
·      Operatori coinvolti
·      Strumenti scelti per la verifica degli interventi e misure di esito
·      Calendario di incontri di coordinamento fra i membri dell’equipe. È consigliabile un incontro mensile (o comunque almeno un incontro a metà dell’intervento) per valutare l’andamento dell’attività.
 
10.  Il programma viene comunicato dal responsabile di progetto in modo comprensibile ed appropriato agli utenti ed ai loro tutori legali (familiari, responsabili della struttura inviante, insegnanti).
 
11.  Il responsabile di progetto comunica all’Unità Sanitaria Locale competente, con modalità conformi alle normative regionali vigenti, l’inizio del progetto medesimo.
 
8.2    Durante l’erogazione delle attività
 
1.     Utilizzo degli strumenti scelti per il monitoraggio e la valutazione di efficacia, per valutare l’andamento dell’intervento e/o modificarlo in base agli obiettivi prefissati (vd. Modulistica), a cura dei referenti di intervento.
 
2.     Incontri periodici fra i membri dell’equipe.
 
3.     Controllo periodico della cartella sanitaria del cane, compilata dal medico veterinario almeno una volta ogni 6 mesi (vd. Modulistica: modulo num. 6).
 
4.     Compilazione del diario di attività e monitoraggio del benessere e del comportamento del cane, a cura del coadiutore (vd. Modulistica: moduli num. 4 e 5).
 
8.3    Alla fine dell’intervento
 
L’equipe analizza e valuta i dati di monitoraggio raccolti e quindi stende un resoconto delle attività e dei risultati raggiunti per gli operatori della struttura inviante o per i tutori legali degli utenti, con particolare attenzione a:
 
·      Obiettivi raggiunti
 
·      Obiettivi non perseguiti rispetto al progetto iniziale
 
·      Problemi di tipo sanitario o igienico, che possono essersi verificati
 
·      Eventuale prematura interruzione dell’intervento con motivazioni
 
·      Indicazioni su possibili ulteriori necessità di nuove attività con animali
 
·      Profilo del benessere degli animali ed eventuali problemi igienico-sanitari o comportamentali insorti durante l’intervento.
 
9.   MONITORAGGIO E VALUTAZIONE DI EFFICACIA
 
Durante la realizzazione del progetto di IAA, deve essere previsto il monitoraggio attraverso gli strumenti ed i criteri individuati in fase di progettazione, al fine di rimodulare gli interventi in caso di necessità. Gli strumenti ed i criteri devono essere basati sulle peculiarità del singolo intervento ma, ove disponibili, è necessario utilizzare quelli standardizzati e validati scientificamente. Il monitoraggio deve essere eseguito sul paziente/utente, sull’animale e sull’interazione uomo-animale e deve essere accuratamente registrato.
In particolare, devono essere annotati, sia per il paziente/utente che per l’animale, eventuali stati di disagio, risposte all’interazione, sia positive che negative, cambiamento dell’attenzione, modifiche comportamentali, ecc., utilizzando parametri il più possibile oggettivi. L’equipe definisce in fase progettuale le modalità e la periodicità di analisi dei dati raccolti e valuta, con il responsabile di progetto, gli eventuali adeguamenti da mettere in atto.
L’efficacia viene valutata mettendo a confronto gli effetti ottenuti al termine della realizzazione del progetto e gli obiettivi preliminarmente individuati. In particolare si focalizza sui “cambiamenti” degli utenti, verificati anche sulla base dei dati raccolti attraverso il monitoraggio. Gli strumenti ed i criteri per la valutazione dell’efficacia, almeno nelle TAA e nell’ EAA, devono essere standardizzati e validati scientificamente.
 
I sistemi di valutazione sono diversi e possono avvalersi di:
 
·      Test standardizzati. I vantaggi dell’utilizzo di questi strumenti sono la loro validità, essendo ritenuti indicatori appropriati della condizione misurata, ed il fatto di essere già stati testati su una gran numero di soggetti. Questi strumenti dovrebbero essere sempre inclusi nel processo di valutazione delle TAA e dell’EAA, ma purtroppo non sono disponibili in tutte le condizioni da misurare. I test standardizzati sono scelti dal responsabile di progetto in base agli obiettivi (medico specialista o psicoterapeuta nelle TAA, insegnante/educatore/psicologo nell’ EAA) e condivise con l’equipe in fase di progettazione.
 
·      Formulari per la raccolta di variabili oggettive. Nelle AAA (e nelle TAA quando non è possibile ricorrere a test standardizzati) è bene ricorrere a formulari (vd. Modulistica: moduli num. 2 e 3) che raccolgano variabili oggettive. Le tipologie di variabili possono comprendere parametri temporali (per es. tempo speso con l’animale, latenza di un certo comportamento) parametri comportamentali oggettivi (per es. comparsa di un comportamento mai osservato in precedenza, chi comincia l’interazione: se l’animale o il paziente, numero di pazienti in contatto con l’animale) o altri tipi di parametri purché rispondano alla caratteristica di oggettività.
·      Filmati. Questi strumenti permettono di rivedere nei dettagli la sessione di lavoro, raccogliendo dati circa ogni minimo cambiamento ed inoltre rappresentano un’ottima fonte di materiale per l’addestramento di nuovi operatori. La videoregistrazione della seduta deve essere autorizzata dall’utente o dal suo tutore legale nel consenso informato (vd. Modulistica: modulo num. 7).
 
·      Valutazioni soggettive. Molte figure professionali socio-sanitarie hanno dei loro criteri nella valutazione della progressione del paziente/utente e tali valutazioni, seppur soggettive, possono essere di aiuto nella valutazione generale. Inoltre, è importante includere in questo tipo di valutazioni anche tutte le opinioni (rimostranze, complimenti e disagi) espresse dagli utenti, dai familiari o dallo staff operativo.
 
Si ricorda che, durante il monitoraggio dell’intervento, deve essere sempre incluso il monitoraggio del benessere e del comportamento dell’animale, attraverso la puntuale compilazione, da parte del coadiutore, del diario di attività del cane e della scheda comportamentale del cane (vd. Modulistica: moduli num. 4 e 5); inoltre il medico veterinario dovrà revisionarne la cartella clinica almeno una volta ogni sei mesi, nonché valutare il benessere psico-fisico dell’animale prima, durante ed alla fine dell’intervento.
 
    10. GLI ANIMALI
 
Premettendo che, rispetto agli animali (cani) coinvolti negli interventi:
 
·      Devono essere adulti (avere età non inferiore a 18 mesi)
·      Devono seguire uno specifico percorso educativo e formativo, finalizzato all’acquisizione o allo sviluppo delle abilità richieste dal tipo di intervento nel quale sono coinvolti
·      Tali percorsi devono essere condotti nel rigoroso rispetto delle esigenze, del benessere e della dignità degli animali
·      E’ fatto divieto di ricorrere a metodi coercitivi nell’educazione e nella conduzione del cane (nel rispetto di quanto stabilito nell’articolo 7 della convenzione europea per la protezione degli animali da compagnia ratificata con la legge 201/2010)
·      La formazione dell’animale deve essere continua ed orientata allo sviluppo della pro-socialità, della collaborazione con il conduttore e della motivazione all’attività quale fonte di benessere
·      Non sono ammesse le femmine in estro o che siano in gravidanza o in allattamento o animali che abbiano un’anamnesi di abbandono e/o maltrattamento recenti (nei sei mesi precedenti)
·      I cani provenienti dai canili, per essere abilitati a partecipare agli interventi, devono seguire un percorso di rieducazione e socializzazione coordinata dall’istruttore cinofilo esperto in IAA (preparatore dell’animale) e valutati idonei dal medico-veterinario
·      Gli animali impiegati negli IAA devono essere in possesso di certificazione del CSEN di idoneità igienico-sanitaria, attitudinale e comportamentale
·      Nessun cane affetto da patologie acute o croniche, dolorose o non, o con disabilità può essere impegnato negli IAA.
 
L’idoneità dei cani utilizzati nelle attività deve essere certificata mediante esame attitudinale-comportamentale e valutazione sanitaria. I dettagli di tale abilitazione saranno di seguito specificati.
L’adeguatezza dell’animale coinvolto nei singoli interventi, viene controllata dal medico veterinario, insieme al preparatore (istruttore cinofilo) del cane.
 
NB: Animali con età inferiore ai 18 mesi e quelli non ancora abilitati possono essere condotti nelle strutture dove vengono erogati gli IAA per permettergli di acquisire le esperienze e competenze necessarie. Ciò può avvenire solo ed esclusivamente in presenza e sotto la diretta conduzione dell’istruttore (preparatore dell’animale) e solo se il veterinario ne abbia certificato il benessere psico-fisico ed i requisiti igienico-sanitari, nonché l’idoneità attitudinale.
 
      10.1 Idoneità igienico-sanitaria
 
Gli animali coinvolti in IAA devono superare una valutazione veterinaria che ne attesti lo stato sanitario conforme. Ogni animale coinvolto dovrà disporre di una cartella clinica (vd Modulistica: modulo num. 6), regolarmente aggiornata e vidimata dal medico veterinario almeno una volta ogni sei mesi e contenente le seguenti informazioni:
a) dati anagrafici dell’animale e dati di identificazione dell’animale secondo norma (es. num. del microchip, certificato anagrafico)
b) visita clinica ed anamnesi remota
c) libretto sanitario da cui emergano:
- profilassi vaccinale obbligatoria e facoltativa: (vaccinazione annuale tetravalente o pentavalente,
  vaccinazione annuale rabbia, vaccinazione semestrale leptospirosi)
- prevenzione filariosi cardiopolmonare da maggio a novembre (per le aree a rischio)
- trattamento semestrale ad ampio spettro per endoparassiti
- trattamento mensile ectoparassiti
- esame delle feci ogni 6 mesi
- accertamenti diagnostici per leishmania, filariosi cardiopolmonare annuale (se nelle aree a rischio).
 
      10.2 Requisiti comportamentali
 
Gli animali coinvolti negli IAA devono superare una valutazione che ne attesti i requisiti attitudinali e comportamentali conformi.
 
Tale duplice valutazione viene eseguita da una commissione costituita almeno da due istruttori cinofili con comprovata esperienza quinquennale in Pet Therapy (formatori in Pet Therapy – vd. Cap. 12.4) ed un medico veterinario con formazione specifica e/o esperienza comprovata negli IAA (esperto in Pet Therapy).
 
Attraverso questa valutazione, il cane riceve la certificazione che ne attesta l’idoneità sanitaria e comportamentale per partecipare agli interventi.
I requisiti comportamentali degli animali devono essere monitorati durante lo svolgimento degli IAA, secondo modalità stabilite dal medico veterinario dell’equipe, nonché periodicamente verificati da quest’ultimo. Inoltre, al termine del progetto di IAA, è necessario effettuare una nuova valutazione dello stato di benessere e di eventuali modificazioni comportamentali dell’animale.
Nella cartella clinica di ogni animale devono essere riportati gli esiti delle valutazioni comportamentali e del monitoraggio effettuato durante le sedute.
 
      10.3 Tutela del benessere animale
 
Gli IAA rappresentano un lavoro per l’animale, pertanto il suo benessere va salvaguardato e monitorato, sia durante le sedute, sia nei periodi di inattività, attraverso osservazioni etologiche e comportamentali, nelle quali deve essere registrata qualsiasi alterazione fisica e/o comportamentale.
 
Gli animali coinvolti in attività di relazione e contatto, devono essere adeguatamente socializzati all’essere umano ed aver seguito un percorso educativo idoneo alle attività richieste dal protocollo di trattamento e che non utilizzi metodi coercitivi.
L’animale coinvolto deve aver acquisito un livello istruttivo-esperienziale adeguato al grado di complessità richiesto dal progetto. In particolare, va monitorata ad intervalli regolari l'evoluzione psicologica, sia dell'animale che della coppia cane-coadiutore, per valutarne l'adeguatezza.
 
Ogni animale deve essere provvisto di una scheda (diario di attività, vd. Modulistica: modulo num. 5) di registrazione degli interventi svolti, compreso il tipo di intervento, il coadiutore dell’animale, la sede dell’intervento, il numero di fruitori, l'intervallo intercorso tra due sedute e la durata di ciascuna di esse. La puntuale compilazione della scheda è compito del coadiutore dell’animale. Il medico veterinario ed il preparatore dell’animale, definiscono l’intervallo minimo fra due sedute con lo stesso animale e ne modificano frequenza, durata e modalità, in base a quanto si evince dal monitoraggio della salute e del benessere dell'animale.
 
NB: Il cane può essere coinvolto in IAA per un massimo di 4 giorni la settimana, per non più di 30 minuti e per non più di 2 sedute al giorno. Nel caso in cui il cane partecipi a due interventi in un giorno, essi devono essere distanti l’uno dall’altro almeno 2 ore, perché egli possa adeguatamente riposare.
Secondo le specificità dell’intervento, il preparatore dell’animale ed il medico veterinario possono decidere ulteriori limitazioni o esclusioni in base ad esigenze o condizioni particolari degli animali coinvolti, al fine di salvaguardarne il benessere e la salute.
 
Cani anziani:
L’Ente non impone un limite massimo di età del cane per partecipare agli interventi. L’età idonea per mettere il cane a riposo dipende da tanti fattori legati alla razza ed al singolo individuo. Gli animali anziani, a discrezione del medico veterinario, avranno delle limitazioni nella durata, frequenza e livello di difficoltà degli interventi, in base alle loro condizioni psichiche e fisiche. Su eventuale indicazione della commissione del test di abilitazione, essi dovranno sottoporsi a controlli veterinari più frequenti e dovranno rinnovare la loro abilitazione una volta ogni 6 mesi invece che ogni anno È categoricamente vietata la loro partecipazione alle attività se presentano stati dolorosi di qualsiasi natura.
 
11. MISURE IGIENICHE
 
È compito dell’equipe garantire il rispetto delle norme igieniche prima, durante e dopo la seduta, al fine di prevenire l’eventuale diffusione di infezioni. Tale azione di controllo si esplica attraverso le seguenti quattro fasi, la cui effettuazione va annotata nella scheda di monitoraggio della seduta (vd. Modulistica: moduli num. 2 e 3):
 
1. valutazione dello stato igienico dell’ambiente prima e dopo la seduta, con particolare attenzione alla presenza di deiezioni o di altri derivati degli animali (peli, ecc.)
2. valutazione dello stato igienico dell’animale ed in particolare il livello di pulizia di pelo, unghie, denti, occhi
3. valutazione, appena prima dell’inizio della seduta, dello stato di salute degli animali e dei pazienti/ utenti che ne consenta la partecipazione alla stessa
4. lavaggio delle mani prima e dopo la seduta, secondo le Linee Guida Internazionali o quelle in vigore presso la struttura
 
È raccomandato quindi che sia disponibile un lavandino con sapone ed asciugamani in prossimità del luogo dove si svolgono le sedute e prima del ritorno nei locali di degenza o di consumo dei cibi.
In mancanza di lavaggio con acqua, può essere utilizzato il gel disinfettante da frizionare sulle mani, secondo i tempi prescritti nella scheda tecnica del prodotto.
 
12.  LE QUALIFICHE DEL CSEN IN IAA
 
CSEN riconosce diversi titoli corrispondenti ai vari membri dell’equipe multidisciplinare. Tutte le qualifiche nell’ambito degli IAA rientrano nell’Albo Sociale (e non Sportivo) dell’Ente, con riferimento al Ministero del lavoro e delle politiche sociali (e non al CONI) a cui il CSEN è affiliato in quanto Ente Nazionale con finalità assistenziali.
 
12.1     Referente di intervento
 
Chi è?
E’ un professionista del settore sanitario, socio-assistenziale o dell’educazione (psicologo, medico, educatore professionale, insegnante, infermiere, fisioterapista, operatore socio-sanitario, logopedista, ecc.), che partecipa alla progettazione o realizzazione degli interventi in base alla sua qualifica. Non conduce il cane nelle attività, ma si occupa dell’utente/paziente, in base agli obiettivi, durante la seduta. Avendone i titoli, in base alla propria qualifica professionale, può assumere anche il ruolo di responsabile di progetto (vd linee guida nazionali del Ministero della salute: modulo num. 8).
 
Come ottenere la qualifica?
Egli deve partecipare e concludere con successo il corso di formazione per Referenti di intervento in Pet Therapy del CSEN. Per accedere alla qualifica, egli deve essere in possesso di laurea almeno triennale nel settore educativo / sociale / sanitario.
 
12.2     Esperto in Pet Therapy
 
Chi è?
E’ un medico veterinario, che partecipa alla progettazione degli interventi controllando e certificando l’idoneità igienico-sanitaria ed attitudinale degli animali coinvolti, nonché monitora, in collaborazione con l’istruttore e preparatore, il benessere degli stessi, assumendosene la responsabilità.
 
Come ottenere la qualifica?
Egli deve partecipare e concludere con successo il corso di formazione per Esperto in Pet Therapy del CSEN. Per accedere al corso, egli deve essere in possesso di laurea in medicina veterinaria.
 
12.3     Coadiutore del cane in Pet Therapy
 
Chi è?
Egli gestisce l’animale nelle sedute, mediandone l’interazione con l’utente e garantendone il benessere prima, durante e dopo gli interventi. Egli opera sotto la guida e supervisione del preparatore del cane (istruttore cinofilo) e del medico veterinario dell’équipe.
 
Come ottenere la qualifica?
Per avere il titolo di coadiutore del cane, egli deve frequentare e concludere con successo l’intero percorso formativo del CSEN Coadiutore del cane in Pet Therapy. Per accedere al corso, egli può anche non avere competenze pregresse in ambito cinofilo o socio-sanitario.
 
NB: Quando il coadiutore del cane in Pet Therapy è anche un istruttore cinofilo CSEN, egli può assumere il ruolo di preparatore dell’animale e collaborare con il medico veterinario nella scelta dei binomi, nel controllo del benessere animale e nell’addestramento degli animali affinché acquisiscano e mantengano nel tempo i requisiti comportamentali.
 
12.4     Formatore in Pet Therapy
 
Chi è?
È un istruttore cinofilo CSEN con formazione e comprovata esperienza almeno quinquennale nella conduzione e preparazione di cani per gli IAA. Egli è abilitato dall’Ente quale docente nei corsi di formazione in Pet Therapy sul territorio, nonché può far parte della commissione del test di abilitazione dei cani.
 
Come ottenere la qualifica?
Previa valutazione del curriculum da parte della Commissione Tecnica Nazionale per la Pet Therapy (vd. cap. 14), la qualifica di formatore in Pet Therapy viene conferita a chi avesse competenze comprovate almeno quinquennali come docente e come istruttore nella preparazione di binomi cani-coadiutori.
Oltre al curriculum, potrà essere chiesto al candidato di fornire del materiale video (dimostrativo delle sue competenze pratiche nel settore) o di incontrare uno o più membri della commissione per un colloquio.
 
Tutti i professionisti che operano nell’ambito degli IAA che ritengano, per esperienza comprovata, di possedere i requisiti relativi alle figure di cui sopra, o che abbiamo ottenuto qualifiche equipollenti da altri enti (universitari o di promozione sportiva-sociale), possono richiedere il riconoscimento della qualifica CSEN per sanatoria, inviando il proprio curriculum al referente nazionale Dott.ssa Sabrina Artale ([email protected]).
 
    13. LA FORMAZIONE DEI TECNICI
 
    13.1 REFERENTE DI INTERVENTO (E RESPONSABILE DI PROGETTO)
          (con adeguamento alla formazione indicata dalle Linee Guida Nazionali del Ministero della Salute)
 
Destinatari
Il corso è rivolto a coloro che vogliano assumere nell’equipe il ruolo di referente di intervento e/o responsabile di progetto in Interventi Assistiti dall’Animale (IAA).
 
NB: Secondo le Linee Guida Nazionali approvate nell’accordo Stato-Regioni, possono assumere il ruolo di responsabile di progetto in EAA/TAA solo, rispettivamente:
per le EAA: pedagogisti, educatori professionali, psicologi, psicologi-psicoterapeuti
per le TAA: medici specialisti e psicologi-psicoterapeuti
 
Possono invece assumere il ruolo di referente di intervento:
Per le EAA: coloro che siano in possesso di laurea almeno triennale in ambito socio-sanitario, psicologico o educativo
Per le TAA: figure professionali dell’area sanitaria di cui al D.I: del 19/02/2009 o appartenenti alle professioni sanitarie (ex legge 43/2006 e D.M. 29/03/2001).
 
Obiettivi
Il corso fornisce nozioni di base sugli IAA, sulla relazione uomo-animale, sugli aspetti deontologici, sulle normative e sui contenuti delle Linee Guida Nazionali. Consente inoltre di approfondire le conoscenze sull’equipe multidisciplinare e sulle responsabilità delle diverse figure professionali e degli operatori. Attraverso questo corso i discenti acquisiranno competenze in ambito di definizione degli obiettivi, progettazione, programmazione degli interventi, valutazione degli esiti e tutela dell’utente/paziente in IAA.
Il corso fornisce le competenze specifiche per progettare e realizzare, secondo la propria professionalità, IAA nel ruolo di referente di intervento e/o responsabile di progetto/attività.
 
Caratteristiche del percorso formativo
Sono previste 180 ore formative così suddivise:
130 ore di lezione frontale (16 giornate con 8 ore di didattica ciascuna)
50 ore di tirocinio dedicate a:
ü  visite guidate presso centri specializzati in IAA e strutture socio-sanitarie che ospitano IAA (almeno 16 ore)
ü  osservazione di progetti di IAA e simulazioni di intervento (almeno 34 ore).
                                                                     
Attestazione finale
A chi frequenta l’intero percorso formativo, con almeno il 90% di ore di presenza, sarà rilasciato, previa verifica finale, un Attestato CSEN di qualifica in “Referente di intervento in Pet Therapy” con il relativo tesserino (REFERENTE IN PET THERAPY).
Il corso soddisfa pienamente, sia per i contenuti formativi, sia per il numero di ore di lezioni frontali e di attività pratica, i requisiti indicati dal Ministero della Salute nell’accordo Stato-Regioni (Marzo 2015), per l’intero percorso formativo del referente di intervento / responsabile di progetto (corso propedeutico + corso base del referente di intervento / responsabile di progetto + corso avanzato).
 
Docenti
Nel corpo insegnanti si prevede (almeno) la partecipazione di:
·      un medico con formazione specifica e/o comprovata esperienza nel settore
·      uno psicologo con formazione specifica e/o comprovata esperienza nel settore
·      un insegnante / educatore / pedagogista (avente laurea con indirizzo pedagogico; es. scienze della formazione) con formazione specifica e/o comprovata esperienza nel settore
·      un formatore in Pet Therapy (istruttore cinofilo con comprovata esperienza almeno quinquennale nella preparazione di cani e binomi per gli IAA)
·      un medico veterinario con formazione specifica e/o comprovata esperienza nel settore
·      un esperto in IAA con gli equini ossia riabilitazione equestre ed onoterapia (possibilmente ma non necessariamente veterinario), con comprovata esperienza e/o specifica formazione
·      un esperto in IAA con piccoli animali (possibilmente ma non necessariamente veterinario), con comprovata esperienza e/o specifica formazione.
 
L’esame
Per essere ammesso all’esame il corsista deve aver partecipato ad almeno il 90 % delle lezioni frontali e ad almeno 50 ore di attività pratica (tirocinio).
 
Per ottenere la qualifica di referente di intervento, il corsista dovrà:
 
ü  Superare un esame scritto con 80 domande a risposta multipla, equamente riguardanti le varie aree scientifico-disciplinari. L’esito positivo prevede almeno l’80% delle risposte corrette.
ü  Redigere e discutere una tesina finale.
 
Programma e giornate di didattica
 
GIORNO N. ARGOMENTI
1 Introduzione agli IAA:
o   Storia e presentazione degli IAA
o   Scopi degli IAA ed ambiti di applicazione, indicazioni e controindicazioni
o   Tipologie di interventi: definizione di AAA, EAA, TAA
o   L’equipe: ruoli e responsabilità delle figure professionali e degli operatori coinvolti
o   Le Linee Guida Nazionali ed il Centro di Referenza Nazionale per gli IAA
o   Cornici normative nazionali ed internazionali
2 Etologia e Zooantropologia:
o   I fondamenti e le caratteristiche della relazione uomo-animale
o   Contributo delle diverse specie animali nella relazione di aiuto
o   Il ruolo dell’animale negli interventi assistiti
o   Rapporto uomo-animale, bioetica animale e relazioni terapeutiche, educative e rieducative
o   Aspetti giuridici ed amministrativi relativi al rapporto uomo-animale
o   Gli animali utilizzati negli IAA: aspetti di etologia, zoologia e zooantropologia
3 Etologia e Zooantropologia:
  • Il cane, aspetti di etologia e zooantropologia.
  • Comunicazione intra ed interspecifica: il linguaggio canino
  • Le razze canine e le caratteristiche attitudinali di razza.
  • Requisiti di capacità, attitudinali e comportamentali, dei cani
  • Il cane ed il suo ruolo in Pet Therapy
  • Lo stress, cause e sintomi
  • Cause di stress negli IAA e tutela del benessere animale
  • Norme di comportamento nell’interazione con il cane
4 Medicina Veterinaria:
o   Requisiti sanitari e comportamentali dell’animale
o   Misure igieniche, profilassi e controllo delle infezioni
o   Le zoonosi
o   Linee Guida, normative nazionali ed internazionali per la tutela del benessere animale
o   Responsabilità del coadiutore rispetto ai requisiti sanitari dell’animale ed alla tutela del benessere animale
o   La cartella clinica
5 Psicologia:
  • Aspetti psicologici nella relazione uomo-animale
  • I benefici psicologici della relazione con l’animale
  • I meccanismi psicologici della mediazione dell’animale negli IAA
  • Psicologia della disabilità
  • Aspetti psicologici nell’interazione con le varie categorie di fruitori
6 Psicologia:
o   Approccio alla conversazione, capacità di ascolto, ulteriori tecniche di interazione
o   Strumenti per la comunicazione, interazione e caring tra operatori, fruitori ed animali
o   Ruoli e criteri di cooperazione tra referente di intervento, equipe multidisciplinare e la coppia animale-coadiutore
7 Psicologia:
o   Riconoscere e gestire lo stress
o   Gestire le situazioni psicologicamente difficili, affrontare la perdita
o   Introduzione al lavoro con l’utente
o   I diritti del paziente, etica e deontologia professionale
8 Psicologia:
o   Teoria ed applicazione delle dinamiche di gruppo
o   Simulazioni di lavoro in equipe
o   Simulazioni di interazione con l’utente
  • IAA secondo il modello bio-psico-sociale
9 Gli utenti e le aree di intervento, medicina umana:
  • IAA e loro specifiche aree di intervento: disabilità, devianza e disagio in età evolutiva, età adulta e terza età
o   Disabilità motoria
o   Autismo, ritardi cognitivi e dello sviluppo, epilessia
o   Anziani e patologie dell’anziano
o   Elementi di pediatria e patologie pediatriche
o   Deficit sensoriali
o   Disturbi del linguaggio
o   Patologie psichiatriche
o   Patologie oncologiche ed immunodepressione
10 Gli utenti e le aree di intervento, medicina umana:
  • Gli IAA in ambito scolastico, ospedaliero, carcere, tossicodipendenza
  • Educazione alla sedia a rotelle, agli ausili
o   Norme igieniche e prevenzione delle infezioni
o   Strumenti di prevenzione nell’interazione tra l’animale e le diverse tipologie di pazienti
o   Gestione delle situazioni critiche, riduzione del rischio
o   Deontologia delle professioni sanitarie
11 Pedagogia:
o   Strutturare un percorso educativo in attività individuali e di gruppo
o   L’età evolutiva, strumenti pedagogici per l’educazione del bambino e la rieducazione nell’adulto
o   Elementi sulla comunicazione tra animale e bambino
o   Norme di prevenzione nell’interazione bambino-animale
12 Pedagogia:
o   Pedagogia sociale di categorie svantaggiate
o   Pedagogia per soggetti con bisogni educativi speciali
o   Programmazione e realizzazione delle EAA
o   Zooantropologia didattica
13 Aspetti pratici nella realizzazione degli interventi:
o   Identificazione degli obiettivi, progettazione dell’attività e procedure
o   Le strutture: come valutarne l’adeguatezza
o   Valutazione d’efficacia e monitoraggio del percorso (ICF per la valutazione dei risultati)
o   Normative nazionali e regionali in ambito socio-sanitario
o   Aspetti assicurativi, medico-legali e gestionali degli IAA
14 IAA con equini:
  • Riabilitazione equestre ed onoterapia: tipologie di interventi, obiettivi e modalità operative
  • Aspetti di etologia e zooantropologia (equini)
  • Requisiti attitudinali e comportamentali degli equini
  • Requisiti igienico-sanitari e protocolli sanitari
  • Esperienze di lavoro con cavalli ed asini
15 IAA con piccoli animali:
  • Gli IAA con piccoli animali: tipologie di interventi, obiettivi e modalità operative
  • Aspetti di etologia e zooantropologia (gatto e coniglio)
  • Requisiti attitudinali e comportamentali dei piccoli animali
  • Requisiti igienico-sanitari e protocolli sanitari
  • Esperienze di lavoro con i piccoli animali
16 Aspetti pratici nella realizzazione degli interventi:
o   I ruoli del coadiutore e del referente nel setting operativo
o   Aspetti pratici nella gestione e nella tutela del benessere dell’utente e dell’animale
o   Approfondimento teorico e pratico, casi clinici ed esperienze di lavoro con il cane
 
     13.2 COADIUTORE DEL CANE IN PET THERAPY
          (con adeguamento alla formazione indicata dalle Linee Guida Nazionali del Ministero della Salute)
 
Obiettivi
È rivolto ad appassionati, educatori ed istruttori cinofili, e/o professionisti del settore socio/sanitario e/o educativo/pedagogico che vogliano condurre il cane negli IAA.
Il corso ha lo scopo di fornire le nozioni teoriche e le competenze pratiche per preparare e condurre l’animale in interventi educativi, terapeutici o assistenziali mediati dal cane.
NB: Il corso dovrà essere frequentato con il proprio cane, perché possa essere preparato e abilitato, se attitudinalmente idoneo, per gli interventi. Il cane può anche essere di proprietà di terzi, purchè egli non sia già stato precedentemente preparato e abilitato da altri.
 
Caratteristiche del percorso formativo
Sono previste 250 ore formative così suddivise:
150 ore di lezioni frontali + 50 ore di attività pratica sul campo dedicate alla preparazione dei cani, per un totale di 200 ore di didattica (25 giornate da 8 ore ciascuna)
50 ore di tirocinio dedicate a:
ü  visite guidate presso centri specializzati in IAA e strutture socio-sanitarie che ospitano IAA (almeno 16 ore)
ü  osservazione di progetti di IAA e simulazioni di intervento (almeno 34 ore).
 
Attestazione finale
A chi frequenta l’intero percorso formativo con almeno il 90% di presenza, sarà rilasciato, previa verifica finale, il tesserino tecnico del CSEN di “Coadiutore del cane in Pet Therapy”.
 
Il corso soddisfa ampiamente, in termini di programma, numero di ore di didattica e di attività pratica, i requisiti minimi definiti dalle Linee Guida Nazionali approvate nell’accordo
Stato-Regioni (Marzo 2015), racchiudendo le tre fasi formative previste dalle stesse (corso propedeutico + corso base per coadiutore del cane + corso avanzato).
 
NB: Una volta qualificato, il coadiutore potrà condurre il proprio cane (o altri cani, purché abilitati) nelle sedute, sempre e comunque in team con il veterinario responsabile del cane e l’istruttore cinofilo (preparatore dell’animale) dell’equipe.
 
Solo se il coadiutore avesse già il titolo di Istruttore Cinofilo CSEN potrà, oltre che condurre il cane nelle sedute, prendere parte a progetti di IAA nel ruolo di istruttore (o preparatore degli animali) in team con il medico veterinario dell’equipe.
 
I docenti
Nel corpo insegnanti si prevede (almeno) la partecipazione di:
·      un medico con formazione specifica e/o comprovata esperienza nel settore
·      uno psicologo formazione specifica e/o con comprovata esperienza nel settore
·      un insegnante / educatore / pedagogista (avente laurea con indirizzo pedagogico - es. scienze della formazione) con formazione specifica e/o comprovata esperienza nel settore
·      un formatore in Pet Therapy (istruttore cinofilo con formazione specifica e/o comprovata esperienza almeno quinquennale nella preparazione di cani e binomi per la Pet Therapy)
·      un medico veterinario con formazione specifica e/o comprovata esperienza nel settore
·      un esperto in IAA con gli equini ossia riabilitazione equestre ed onoterapia (possibilmente ma non necessariamente veterinario), con comprovata esperienza e/o specifica formazione
·      un esperto in IAA con piccoli animali (possibilmente ma non necessariamente veterinario), con comprovata esperienza e/o specifica formazione.
 
Gli esami
Per ottenere la qualifica di coadiutore, il corsista dovrà superare un esame composto da:
 
ü  Stesura e discussione di una tesina finale
ü  Test scritto con 100 domande a risposta multipla. Le domande del test scritto devono essere elaborate dagli stessi docenti e devono equamente riguardare le varie aree scientifico-disciplinari. L’esito positivo prevede almeno l’80% delle risposte corrette.
ü  Prova pratica così strutturata:
o   Educazione e gestione del cane: valutazione delle capacità del candidato di relazionarsi, comunicare e gestire l’animale nell’ambito del test di valutazione del cane (di seguito descritto); capacità di insegnare e/o evocare comportamenti di obbedienza di base e finalizzati agli IAA
o   Simulazione di intervento: valutazione delle capacità del candidato di gestire il cane durante una seduta, riconoscere eventuali segnali di stress del cane ed intervenire adeguatamente, prevenire e gestire una situazione critica, relazionarsi con l’utente in base al caso, osservare e rispettare i tempi ed i bisogni dell’animale.
NB
1.              E’ ammesso all’esame solo chi abbia partecipato ad almeno il 90% delle lezioni teorico-pratiche e frequentato il tirocinio per almeno 50 ore.
2.              Non è possibile fare la prova pratica senza avere precedentemente superato la prova scritta.
3.              L’esame vuole valutare le capacità del coadiutore di gestire e preparare il cane per gli IAA. Per questo il candidato dovrà partecipare all’esame con il cane (anche se non necessariamente di sua proprietà), con cui ha frequentato il corso e che ha preparato per l’abilitazione.
4.              L’esame non vincola l’abilitazione del coadiutore a quella del suo cane. Se il coadiutore dimostra di avere le competenze teoriche e pratiche per gestire adeguatamente l’animale in seduta e proteggerne il benessere, egli potrà essere abilitato anche se il proprio cane non dovesse superare il test attitudinale. Egli potrà comunque condurre altri cani abilitati e/o far ripetere il test di abilitazione al proprio cane dopo sei mesi.
 
La commissione d’esame
L’esame scritto può essere corretto direttamente dagli stessi docenti, ognuno per la propria area disciplinare.
Per la prova pratica, che include il test di abilitazione dei cani, la valutazione viene effettuata da un team costituito da:
 
  1. un formatore in Pet Therapy: istruttore cinofilo con comprovata esperienza almeno quinquennale nel settore (facente parte del corpo docenti)
  2. un formatore in Pet Therapy, anch’esso con comprovata esperienza quinquennale nel settore, inviato dal CSEN come commissario esterno
  3. un veterinario esperto in IAA (con comprovata esperienza nel settore o che abbia avuto specifica formazione come da Linee Guida Nazionali)
  4. uno psicologo con comprovata esperienza nel settore e/o formazione specifica in IAA.
 
Programma e giornate di didattica
 
GIORNO N. ARGOMENTI
1 Introduzione agli IAA:
o   Storia e presentazione degli IAA
o   Scopi degli IAA ed ambiti di applicazione, indicazioni e controindicazioni
o   Tipologie di interventi: definizione di AAA, EAA, TAA
o   L’equipe: ruoli e responsabilità delle figure professionali e degli operatori coinvolti
o   Le Linee Guida Nazionali ed il Centro di Referenza Nazionale per gli IAA
o   Cornici normative nazionali e internazionali
2 Etologia e Zooantropologia:
o   I fondamenti e le caratteristiche della relazione uomo-animale
o   L’evoluzione della relazione uomo-animale, la domesticazione
o   Contributo delle diverse specie animali nella relazione di aiuto
o   Il ruolo dell’animale negli interventi assistiti
o   Rapporto uomo-animale, bioetica animale e relazioni terapeutiche, educative e rieducative
o   Aspetti giuridici ed amministrativi relativi al rapporto uomo-animale
o   Gli animali utilizzati negli IAA: aspetti di etologia, zoologia e zooantropologia
3 Etologia e Zooantropologia:
  • Il cane, aspetti di etologia e zooantropologia
  • Comunicazione intra ed interspecifica: il linguaggio canino
  • Le razze canine e le caratteristiche attitudinali di razza.
  • Requisiti di capacità, attitudinali e comportamentali dei cani
  • Il cane ed il suo ruolo negli IAA
  • Lo stress, cause e sintomi
  • Cause di stress negli IAA e tutela del benessere animale
  • Norme di comportamento nell’interazione con il cane
  • Il test di valutazione attitudinale e comportamentale del cane
4 Medicina Veterinaria:
  • Requisiti sanitari e comportamentali del cane e degli altri animali impiegati negli IAA
  • Misure igieniche, profilassi e controllo delle infezioni
  • Le zoonosi
  • Linee Guida, normative nazionali de internazionali per la tutela del benessere animale
  • Responsabilità del coadiutore rispetto ai requisiti sanitari dell’animale ed alla tutela del benessere animale
  • Cenni di patologia comportamentale del cane
  • La cartella clinica
5 Psicologia:
  • Aspetti psicologici nella relazione uomo-animale
  • I benefici psicologici della relazione con l’animale
  • I meccanismi psicologici della mediazione dell’animale negli IAA
  • Psicologia della disabilità
  • Aspetti psicologici nell’interazione con le varie categorie di fruitori
6 Psicologia:
o   Approccio alla conversazione, capacità di ascolto, ulteriori tecniche di interazione
o   Strumenti per la comunicazione, interazione e caring tra operatori, fruitori ed animali
o   Ruoli e criteri di cooperazione tra referente di intervento, équipe multidisciplinare e la coppia animale-coadiutore
7 Psicologia:
o   Riconoscere e gestire lo stress
o   Gestire le situazioni psicologicamente difficili, affrontare la perdita
o   Introduzione al lavoro con l’utente
o   I diritti del paziente, etica e deontologia professionale
8 Psicologia:
o   Teoria ed applicazione delle dinamiche di gruppo
o   Simulazioni di lavoro in équipe
o   Simulazioni di interazione con l’utente
  • IAA secondo il modello bio-psico-sociale
9 Gli utenti e le aree di intervento, medicina umana:
  • IAA e loro specifiche aree di intervento: disabilità, devianza e disagio in età evolutiva, età adulta e terza età
o   Disabilità motoria
o   Autismo, ritardi cognitivi e dello sviluppo, epilessia
o   Anziani e patologie dell’anziano
o   Elementi di pediatria e patologie pediatriche
o   Deficit sensoriali
o   Disturbi del linguaggio
o   Patologie psichiatriche
o   Patologie oncologiche ed immunodepressione
10 Gli utenti e le aree di intervento, medicina umana:
  • Gli IAA in ambito scolastico, ospedaliero, carcere, tossicodipendenza
  • Educazione alla sedia a rotelle, agli ausili
o   Norme igieniche e prevenzione delle infezioni
o   Strumenti di prevenzione nell’interazione tra l’animale e le diverse tipologie di pazienti
o   Gestione delle situazioni critiche, riduzione del rischio
11 Pedagogia:
o   Strutturare un percorso educativo in attività individuali e di gruppo
o   L’età evolutiva, strumenti pedagogici per l’educazione del bambino e la rieducazione nell’adulto
o   Elementi sulla comunicazione tra animale e bambino
o   Norme di prevenzione nell’interazione bambino-animale
12 Pedagogia:
o   Pedagogia sociale di categorie svantaggiate
o   Pedagogia per soggetti con bisogni educativi speciali
o   Programmazione e realizzazione delle EAA
o   Zooantropologia didattica
13 Aspetti pratici nella realizzazione degli interventi:
o   Progettazione dell’attività e procedure
o   Le strutture: come valutarne l’adeguatezza
o   Valutazione d’efficacia e monitoraggio del percorso (ICF per la valutazione dei risultati)
o   Normative nazionali e regionali in ambito socio-sanitario
o   Aspetti assicurativi, medico-legali e gestionali degli IAA
14 IAA con equini:
  • Riabilitazione equestre ed onoterapia: tipologie di interventi, obiettivi e modalità operative
  • Aspetti di etologia e zooantropologia (equini)
  • Requisiti attitudinali e comportamentali degli equini
  • Requisiti igienico-sanitari e protocolli sanitari
  • Cenni di patologia comportamentale, prevenzione e gestione di problemi comportamentali
  • Esperienze di lavoro con cavalli ed asini
15 IAA con piccoli animali:
  • Gli IAA con piccoli animali: tipologie di interventi, obiettivi e modalità operative
  • Aspetti di etologia e zooantropologia (gatti e conigli)
  • Requisiti attitudinali e comportamentali dei piccoli animali
  • Requisiti igienico-sanitari e protocolli sanitari
  • Cenni di patologia comportamentale, prevenzione e gestione di problemi comportamentali
  • Esperienze di lavoro con i piccoli animali
16 Aspetti pratici nella realizzazione degli interventi:
  • I ruoli del coadiutore e del referente nel setting operativo
  • Aspetti pratici nella gestione e nella tutela del benessere dell’utente e dell’animale
  • Approfondimento teorico e pratico, casi clinici ed esperienze di lavoro con il cane
  • Pianificazione del lavoro del cane, modulistica
 
 
17 Aspetti pratici di medicina veterinaria:
  • Prevenzione del rischio sanitario, pronto soccorso
  • Cura quotidiana, alimentazione, igiene del cane
  • Somministrare medicinali, eseguire una medicazione
  • Gestione della documentazione sanitaria dell’animale
18 Preparazione e conduzione dell’animale:
  • Il comportamento e le motivazioni del cane
  • Psicologia sociale del cane
  • Esigenze etologiche e fisiologiche di specie
  • Esigenze gestionali dei cani coinvolti in IAA
  • Centralità, comprensione e cura della relazione
  • La gestione del guinzaglio: camminare senza tirare, camminare al piede
19 Preparazione e conduzione dell’animale:
  • Comunicazione intra-specifica ed inter-specifica
  • I segnali calmanti
  • Riconoscere, prevenire e gestire lo stress
  • Gestione del cane prima, durante e dopo la seduta; salvaguardia e monitoraggio del benessere del cane
  • Prendere cibo dalle mani gentilmente, usando la lingua e non i denti
  • Comandi di educazione di base: seduto, terra, resta
20 Preparazione e conduzione dell’animale:
  • I principi dell’apprendimento
  • Strumenti per l’insegnamento di nuovi comportamenti e competenze
  • Approcciare alle persone in modo sicuro
  • Controllo delle iniziative ed autocontrollo nell’accesso alle risorse (es. contatto fisico con l’utente, cibo, acqua, giochi)
  • Giocare con il cane
21 Preparazione e conduzione dell’animale:
  • Prevenzione e gestione delle paure; controcondizionamento e desensibilizzazione sistematica
  • Strumenti per la gestione e prevenzione di problemi comportamentali
  • Venire quando chiamato: il richiamo
  • Lasciare un oggetto (gioco) o cibo in suo possesso
22 Preparazione e conduzione dell’animale:
  • Assumere e mantenere una posizione: (es. sdraiato o in piedi) vicino all’utente
  • Essere manipolato in ogni parte del corpo
  • Rimanere fermo mentre accarezzato-spazzolato
  • Salire su piani rialzati (es. tavolo, gambe, letto)
  • Essere a proprio agio in spazi stretti e luoghi affollati
  • Entrare in macchina, in ascensore, camminare su superfici inusuali (es. grate)
23 Preparazione e conduzione dell’animale:
  • Condotta con l’utente (doppio guinzaglio)
  • Gestire la vicinanza di ausili, oggetti insoliti
  • Seguire il coadiutore tra la folla
  • Muoversi e posizionarsi dove indicato dal coadiutore
  • Gestire la vicinanza di altri cani
24 Preparazione e conduzione dell’animale:
  • Essere avvicinato da persone con aspetto insolito (claudicanti, con cappello, stampella o bastone, con mascherina sul viso ecc.)
  • Abituarsi a manipolazioni insolite, essere abbracciato, afferrato, trattenuto
  • Tollerare suoni improvvisi
  • Se di taglia piccolo-media, essere preso in braccio o essere messo sulle gambe dell’utente
25 Preparazione e conduzione dell’animale:
  • Il gioco e le attività ludiche finalizzate agli IAA; la paragility
  • Simulazione del test di valutazione attitudinale e comportamentale del cane
  • Simulazioni di interazione con l’utente e procedure di sicurezza
                                
     13.3 (VETERINARIO) ESPERTO IN PET THERAPY
 
Obiettivi
E’ rivolto a medici veterinari che vogliano assumere la funzione di responsabile dell’idoneità e del benessere dell’animale nei progetti. Il corso ha lo scopo di fornire le nozioni teoriche e le competenze pratiche per controllare i requisiti igienico-sanitari e comportamentali, nonché per tutelare il benessere degli animali coinvolti.
 
Il corso fornisce le competenze specifiche in IAA del medico veterinario, quale figura professionale che:
  • Collabora con il responsabile di progetto e gli altri membri dell’équipe nella scelta dell’animale e della coppia coadiutore-animale
  • Valuta i requisiti igienico-sanitari e comportamentali dell’animale impiegato
  • Indirizza alla corretta gestione dell’animale nel setting operativo assumendone la responsabilità.
 
Caratteristiche del percorso formativo
Sono previste 130 ore di lezioni frontali (16 giornate con 8 ore di didattica ciascuna), a cui si aggiungono 50 ore di tirocinio dedicate a:
ü  visite guidate: osservazione di IAA presso centri specializzati e/o strutture socio/sanitarie (almeno 16 ore)
ü  stage: progettazione, simulazioni delle dinamiche di equipe, simulazioni di interventi, preparazione dei cani e controllo del benessere animale (almeno 34 ore).
 
Attestazione finale
A chi frequenta l’intero percorso formativo, con almeno il 90% di presenza, sarà rilasciato, previa verifica finale, il tesserino tecnico del CSEN di “Esperto in Pet Therapy”.
 
Il corso soddisfa ampiamente, in termini di programma, numero di ore di didattica e di attività pratica, i requisiti minimi definiti dalle Linee Guida Nazionali approvate nell’accordo
Stato-Regioni (Marzo 2015), racchiudendo le tre fasi formative previste dalle stesse (corso propedeutico + corso base per veterinario esperto + corso avanzato).
 
I docenti
Nel corpo insegnanti si prevede (almeno) la partecipazione di:
·      un medico con formazione specifica e/o comprovata esperienza nel settore
·      uno psicologo con formazione specifica e/o con comprovata esperienza nel settore
·      un insegnante / educatore / pedagogista (avente laurea con indirizzo pedagogico - es. scienze della formazione ) con formazione specifica e/o comprovata esperienza nel settore
·      un formatore in Pet Therapy ( istruttore cinofilo con formazione specifica e/o comprovata esperienza almeno quinquennale nella preparazione di cani e binomi per gli IAA)
·      un medico veterinario con formazione specifica e/o comprovata esperienza nel settore
·      un esperto in IAA con gli equini ossia riabilitazione equestre ed onoterapia (possibilmente ma non necessariamente veterinario), con comprovata esperienza e/o specifica formazione
·      un esperto in IAA con piccoli animali (possibilmente ma non necessariamente veterinario), con comprovata esperienza e/o specifica formazione.
Gli esami
Per ottenere la qualifica di veterinario esperto in Pet Therapy, il medico veterinario dovrà:
  • Superare un test scritto con 80 domande, equamente riguardanti le varie aree scientifico-disciplinari, a risposta multipla. L’esito positivo prevede almeno l’80% delle risposte corrette
  • Realizzare e discutere una tesina finale.
 
NB
E’ ammesso all’esame solo chi abbia partecipato ad almeno il 90 % delle lezioni frontali e frequentato il tirocinio per almeno 50 ore.
 
Programma e giornate di didattica:
 
GIORNO N. ARGOMENTI
1 Introduzione agli IAA:
o   Storia e presentazione degli IAA
o   Scopi degli IAA ed ambiti di applicazione, indicazioni e controindicazioni
o   Tipologie di interventi: definizione di AAA, EAA, TAA
o   L’equipe: ruoli e responsabilità delle figure professionali e degli operatori coinvolti
o   Le Linee Guida Nazionali ed il Centro di Referenza Nazionale per gli IAA
o   Cornici normative nazionali ed internazionali
2 Etologia e Zooantropologia:
o   I fondamenti e le caratteristiche della relazione uomo-animale
o   Contributo delle diverse specie animali nella relazione di aiuto
o   Il ruolo dell’animale negli interventi assistiti
o   Rapporto uomo-animale, bioetica animale e relazioni terapeutiche, educative e rieducative
o   Aspetti giuridici ed amministrativi relativi al rapporto uomo-animale
o   Gli animali utilizzati negli IAA: aspetti di etologia, zoologia e zooantropologia
3 Etologia e Zooantropologia:
  • Il cane, aspetti di etologia e zooantropologia.
  • Comunicazione intra ed interspecifica: il linguaggio canino
 
  • Le razze canine e le caratteristiche attitudinali di razza
  • Requisiti di capacità, attitudinali e comportamentali dei cani
  • Il cane e il suo ruolo in Pet Therapy
  • Lo stress, cause e sintomi
  • Cause di stress negli IAA e tutela del benessere animale
  • Norme di comportamento nell’interazione con il cane
4 Medicina Veterinaria:
o   Requisiti sanitari e comportamentali dell’animale
o   Misure igieniche, profilassi e controllo delle infezioni
o   Le zoonosi
o   Linee Guida, normative nazionali ed internazionali per la tutela del benessere animale
o   Responsabilità del coadiutore rispetto ai requisiti sanitari dell’animale ed alla tutela del benessere animale
o   La cartella clinica
5 Psicologia:
  • Aspetti psicologici nella relazione uomo-animale
  • I benefici psicologici della relazione con l’animale
  • I meccanismi psicologici della mediazione dell’animale negli IAA
  • Psicologia della disabilità
  • Aspetti psicologici nell’interazione con le varie categorie di fruitori
6 Psicologia:
o   Approccio alla conversazione, capacità di ascolto, ulteriori tecniche di interazione
o   Strumenti per la comunicazione, interazione e caring tra operatori, fruitori ed animali
o   Ruoli e criteri di cooperazione tra referente di intervento, équipe multidisciplinare e la coppia animale-coadiutore
7 Psicologia:
o   Riconoscere e gestire lo stress
o   Gestire le situazioni psicologicamente difficili, affrontare la perdita
o   Introduzione al lavoro con l’utente
o   I diritti del paziente, etica e deontologia professionale
8 Psicologia:
o   Teoria ed applicazione delle dinamiche di gruppo
o   Simulazioni di lavoro in équipe
o   Simulazioni di interazione con l’utente
  • IAA secondo il modello bio-psico-sociale
9 Gli utenti e le aree di intervento degli IAA, medicina umana:
  • IAA e loro specifiche aree di intervento: disabilità, devianza e disagio in età evolutiva, età adulta e terza età.
o   Disabilità motoria
o   Autismo, ritardi cognitivi e dello sviluppo, epilessia
o   Anziani e patologie dell’anziano
o   Elementi di pediatria e patologie pediatriche
o   Deficit sensoriali
o   Disturbi del linguaggio
o   Patologie psichiatriche
o   Patologie oncologiche ed immunodepressione
10 Gli utenti e le aree di intervento degli IAA, medicina umana:
  • Gli IAA in ambito scolastico, ospedaliero, carcere, tossicodipendenza
  • Educazione alla sedia a rotelle, agli ausili
o   Norme igieniche e prevenzione delle infezioni
o   Strumenti di prevenzione nell’interazione tra l’animale e le diverse tipologie di pazienti
o   Gestione delle situazioni critiche, riduzione del rischio
o   Deontologia delle professioni sanitarie
11 Pedagogia:
o   Strutturare un percorso educativo in attività individuali e di gruppo
o   L’età evolutiva, strumenti pedagogici per l’educazione del bambino e la rieducazione nell’adulto
o   Elementi sulla comunicazione tra animale e bambino
o   Norme di prevenzione nell’interazione bambino-animale
12 Pedagogia:
o   Pedagogia sociale di categorie svantaggiate
o   Pedagogia per soggetti con bisogni educativi speciali
o   Programmazione e realizzazione delle EAA
o   Zooantropologia didattica
13 Aspetti pratici nella realizzazione degli interventi:
o   Progettazione dell’attività e procedure
o   Le strutture: come valutarne l’adeguatezza
o   Valutazione d’efficacia e monitoraggio del percorso (ICF per la valutazione dei risultati)
o   Normative nazionali e regionali in ambito socio-sanitario
o   Aspetti assicurativi, medico-legali e gestionali degli IAA
14 IAA con equini:
  • Riabilitazione equestre ed onoterapia: tipologie di interventi, obiettivi e modalità operative
  • Aspetti di etologia e zooantropologia (equini)
  • Requisiti attitudinali e comportamentali degli equini
  • Requisiti igienico-sanitari e protocolli sanitari
  • Esperienze di lavoro con cavalli ed asini
15 IAA con piccoli animali:
  • Gli IAA con piccoli animali: tipologie di interventi, obiettivi e modalità operative
  • Aspetti di etologia e zooantropologia (gatto e coniglio)
  • Requisiti attitudinali e comportamentali dei piccoli animali
  • Requisiti igienico-sanitari e protocolli sanitari
  • Esperienze di lavoro con i piccoli animali
16 Aspetti pratici nella realizzazione degli interventi:
o   I ruoli del coadiutore e del referente nel setting operativo
o   Aspetti pratici nella gestione e nella tutela del benessere dell’utente e dell’animale
o   Approfondimento teorico e pratico, casi clinici ed esperienze di lavoro con il cane
 
  14. IL TEST DI ABILITAZIONE DEL CANE
 
L’abilitazione del cane, con rinnovo annuale, avviene attraverso una valutazione congiunta delle sue caratteristiche attitudinali e caratteriali, il suo stato di salute, la sua affidabilità e la sua relazione con il coadiutore (vd Modulistica: modulo num. 9).
Gli esami per l’abilitazione dei cani possono essere eseguiti in maniera congiunta e contemporanea con gli esami di abilitazione dei coadiutori.
Il cane sarà condotto dal proprio padrone o comunque dalla persona con cui avrà lavorato durante il corso. Nel caso in cui il suo coadiutore sia persona diversa dal padrone, dovrà essere presentata alla commissione l’autorizzazione scritta del proprietario.
L’abilitazione del cane viene confermata solo dopo che il veterinario ne abbia accertato i requisiti sanitari e che siano stati verificati gli altri requisiti elencati nelle Linee Guida del CSEN.
Tutti i cani abilitati, per continuare a partecipare ad IAA, dovranno rinnovare l’abilitazione ripetendo il test una volta l’anno.
Un cane che non superi il test di abilitazione o un rinnovo, potrà riprovare l’esame dopo un periodo minimo di 6 mesi.
I test di valutazione del cane (abilitazione e rinnovi) possono essere eseguiti presso qualsiasi centro affiliato al CSEN sul territorio nazionale, purché esso sia stato autorizzato dall’Ente per erogare formazione in ambito degli IAA (Pet Therapy).
A meno che non diversamente richiesto dal medico veterinario della commissione, ogni cane, per continuare a partecipare agli IAA, dovrà rinnovare la suddetta abilitazione mediante il test qui descritto ogni anno.
Alla fine del test i proprietari/coadiutori dei cani abilitati riceveranno una certificazione (vd. Modulistica: modulo num. 10) firmata dai membri della commissione, che ne attesta l’idoneità e riporta la data prevista per il rinnovo.
 
Il test
Per essere ammesso al test di abilitazione il cane deve:
·      Avere un’età minima di 18 mesi.
·      Essere condotto da chi abbia frequentato il corso di formazione in “Coadiutore del cane in Pet Therapy”
·      Aver superato con esito positivo la valutazione di idoneità sanitaria del medico veterinario della commissione, che prevede:
-       Visita per accertare lo stato di buona salute e per escludere la presenza di patologie che controindichino l’attività
-       Controllo della documentazione sanitaria come da Linee Guida (vd. Cap. 10)
 
Il test (vd Modulistica: modulo num. 9) prevede un totale di venti prove, in ognuna delle quali sarà assegnato al cane un punteggio da 1 a 3. Il punteggio 3 corrisponde alla risposta ottimale, 1 indica una risposta inaccettabile perché l’animale possa essere abilitato.
 
Parte prima: obbedienza di base, autocontrollo, relazione con il conduttore
 
  1. Accettare l’arrivo di un estraneo di sesso maschile che si avvicina e saluta.
Il cane dovrebbe rimanere fermo o seduto accanto al coadiutore, senza manifestare segni di paura; dovrebbe andare a salutare la persona appena autorizzato dal coadiutore. Dovrebbe salutare senza saltare addosso e senza prendere tra i denti abiti o mani
  1. Essere accarezzato dall’estraneo.
Il cane dovrebbe permettere alla persona di toccarlo senza evidenti segni di paura. Dovrebbe, invece, apprezzare il contatto. Mentre accarezzato dovrebbe interagire con la persona senza saltare addosso o usare la bocca
  1. Passeggiare al guinzaglio con il conduttore senza tirare.
Il cane dovrebbe passeggiare a guinzaglio lungo, esplorando l’ambiente senza tirare e seguendo i cambi di direzione del coadiutore
  1. Camminare tra la folla.
Il cane dovrebbe seguire il coadiutore tra la folla, senza averne paura. Può allungare il muso verso le persone ma non dovrebbe avere reazioni di paura né ignorare la direzione del coadiutore fermandosi dall’una o l’altra persona
  1. Reazione ad un suono improvviso: segni di paura e tempi di recupero.
Il cane dovrebbe ignorare il suono o, pur preoccupandosene, recuperare velocemente, tornando a fare ciò che stava facendo. Non dovrebbe schizzare via dalla paura, né cominciare a tremare o ansimare, né rimanere a lungo in uno stato emotivo negativo
  1. Camminare al piede.
Il cane dovrebbe camminare accanto alla gamba del padrone, con il guinzaglio lasco
  1. Terra e resta con distrazione.
Il cane dovrebbe tenere la posizione col coadiutore a distanza di 10 metri, nonostante distratto da uno dei seguenti stimoli, presentati a 3 metri di distanza: lancio di pallina, persona che si accovaccia e lo invita ad avvicinarsi, cibo
  1. Lascia.
Su richiesta del conduttore, il cane dovrebbe lasciare a terra o in mano un kong contenente del formaggio. Non è ammissibile che manifesti comportamenti di minaccia all’avvicinarsi della persona (es. ringhiare)
  1. Richiamo.
In assenza di distrazioni, il cane dovrebbe tornare prontamente e fermarsi dal suo coadiutore quando chiamato
  1. Reazione al passaggio di un cane (sconosciuto ma amichevole) al guinzaglio.
Camminando con il coadiutore, dovrebbe ignorare il passaggio di un altro cane, anch’esso al guinzaglio, a tre metri di distanza. Può manifestare interesse, ma non atteggiamenti minacciosi o aggressivi. Il cane dovrebbe essere dello stesso sesso, amichevole.
 
Parte seconda: situazioni propriamente legate alle attività e terapie assistite
 
1.     Essere esaminato e maneggiato da un estraneo in ogni parte del corpo: zampe, orecchie, bocca, ecc.
Il cane dovrebbe rimanere fermo e tranquillo, senza manifestare evidente disagio e senza agitarsi, cercare di fuggire o mordicchiare le mani della persona
2.     Essere preso in braccio (se taglia piccola) / essere abbracciato (se taglia media/grande).
Il cane dovrebbe apparire sereno e rimanere calmo e fermo, non dovrebbe agitarsi o irrigidirsi o divincolarsi
3.     Essere accarezzato “energicamente”.
Il cane dovrebbe accettare manipolazioni inconsuete e brusche, senza agitarsi o divincolarsi o prendere in bocca le mani delle persone. Può manifestare qualche lieve segno di preoccupazione, ma dovrebbe recuperare velocemente
4.     Reazione ad un estraneo che fa movimenti inconsueti (esempio: zoppica con stampella) vicino al cane o che porta cappello, abito lungo, ecc.
Il cane dovrebbe, pur dando qualche segnale di preoccupazione, rimanere calmo e poi prendere contatto con la persona. Non è ammesso che abbai o ringhi, né che scappi lanciandosi alla fine del guinzaglio e divincolandosi
5.     Comportamento in presenza di ausili tipo deambulatore, sedia a rotelle, ecc.
Il cane dovrebbe avvicinarsi e prendere contatto senza timore
6.     Due persone discutono animatamente (valutare la reazione di paura ed i tempi di recupero).
Pur manifestando qualche segno di preoccupazione, il cane dovrebbe rimanere vicino al suo conduttore. Non dovrebbe lanciarsi verso le persone, abbaiare o schizzare alla fine del guinzaglio per la paura
7.     Essere messo su un tavolo o (se di taglia piccola) sulle gambe di qualcuno.
Il cane dovrebbe apparire sereno, non dovrebbe irrigidirsi o provare subito a scendere
8.     Essere accarezzato da più persone contemporaneamente.
Il cane dovrebbe rimanere calmo mentre toccato, senza spaventarsi o eccitarsi particolarmente. Può muoversi festoso, ma non dovrebbe scappare, né prendere le mani, né saltare addosso
9.     Comportamento in presenza di bambini.
Il cane dovrebbe interagire con un bambino tra i 3 e gli 8 anni, senza agitarsi, saltare addosso o usare la bocca sulle mani o i vestiti del bimbo
10.  Controllo del morso.
Il cane dovrebbe prendere un biscotto dalle mani di un estraneo con estrema delicatezza, aspettando il permesso del coadiutore ed usando la lingua e non i denti. Non è ammesso che si lanci senza controllo sul cibo, mordendo le dita della persona
 
La gestione del cane durante il test:
 
  • Durante il test il coadiutore può parlare al cane, guidarlo o rassicurarlo con la voce e il contatto fisico in ogni momento, quanto e come crede
  • Il coadiutore può premiare il cane con cibo o altri rinforzi SOLO dopo che egli abbia concluso ogni singolo esercizio e sia stato autorizzato dalla commissione
  • Non è ammesso che il coadiutore coercisca in nessun modo il cane, né fisicamente, né verbalmente.
  • Il coadiutore che porta il cane al test di abilitazione (o al rinnovo) può non essere il suo proprietario. In tal caso, al momento dell’abilitazione, dovrà essere fornita alla commissione l’autorizzazione scritta del padrone per il coinvolgimento del cane negli IAA
  • Condurre all’esame il cane con collare a strozzo, semi-strozzo, pettorine anti-tiro, capezze o qualsiasi strumento educativo coercitivo è severamente vietato e comporta l’impossibilità, sia per il cane sia per il coadiutore, di essere abilitati alle attività di Pet Therapy per almeno 6 mesi
  • Qualsiasi intervento coercitivo del coadiutore sul cane, sia verbale (es. urla) che fisica (es. strattonata, anche con collare diverso dallo strozzo) causa l’immediata sospensione del test, l’impossibilità per il cane ed il coadiutore di essere abilitati per almeno 6 mesi.
 
La commissione:
La valutazione viene effettuata da un team costituito da:
 
ü  un istruttore cinofilo con comprovata esperienza quinquennale in Pet Therapy (formatore in Pet Therapy) proposto dall’Associazione organizzatrice del corso
ü  un medico veterinario con esperienza comprovata nel settore/formazione specifica (esperto in Pet Therapy) proposto dall’Associazione organizzatrice del corso
ü  un istruttore cinofilo con comprovata esperienza quinquennale in Pet Therapy (formatore in Pet Therapy) commissario esterno inviato dal referente nazionale del CSEN per la disciplina.
 
NB: Quanto detto sulla commissione d’esame vale per la prima abilitazione del cane e i successivi rinnovi annuali.
 
    15. PROCEDURE PER IL RICONOSCIMENTO DEI CORSI
 
Requisiti per le Associazioni che vogliano organizzare corsi di formazione riconosciuti dal CSEN:
Possono organizzare corsi di formazione per i membri dell’equipe di IAA, le Associazioni che abbiano i seguenti requisiti:
 
·      Affiliazione al CSEN
·      Esperienza comprovata almeno quinquennale in IAA
·      Progetti di EAA, TAA ed AAA attivi sul territorio
·      Modalità operative conformi alle Linee Guida del CSEN e del Ministero della Salute.
 
Procedure per richiedere il riconoscimento dei corsi da parte del CSEN:
Per richiedere il riconoscimento del corso da parte del CSEN, l’Associazione deve inviare al referente nazionale per la disciplina Dott.ssa Sabrina Artale ([email protected]), entro e non oltre tre mesi prima della data prevista per l’inizio del corso, documentazione relativa alle seguenti informazioni:
 
·    Curriculum dell’Associazione con particolare riferimento alle esperienze in ambito di IAA
·    Tipo di percorso formativo che si vuole organizzare: a) corso per referenti di intervento; b) corso per coadiutori del cane; c) corso per (veterinari) esperti in Pet Therapy; d) tutti e tre i percorsi formativi
·    Nomi e curricula dei membri del corpo docenti, con riferimento alle ore di docenza, area disciplinare, argomenti assegnati
·    Nomi e curricula dei membri proposti per la commissione di esame (fatta eccezione per il commissario esterno che sarà inviato dall’Ente)
·    Bando del/i corso/i (vd. Modulistica: moduli num. 11, 12 e 13) compilato in tutte le sue parti e contenente il programma dettagliato del corso, le date delle lezioni (con relativi argomenti trattati e docenti)
·    Sede/i delle lezioni teorico/pratiche e del tirocinio (con riferimento ai progetti in corso, tipo di intervento e di utenza)
·    Numero minimo e massimo di partecipanti
·    Data presunta per gli esami ed i test di abilitazione per i cani (da accordare con il referente nazionale Dott.ssa Sabrina Artale per la venuta del commissario esterno)
·    Costo del corso
 
Altre informazioni utili per le Associazioni che intendano organizzare formazione del CSEN in Pet Therapy:
 
·    Le Associazioni che manchino di uno o più docenti o altri requisiti per il riconoscimento da parte del CSEN del loro corso, possono chiedere collaborazione ad altre Associazioni oppure rivolgersi al referente nazionale per la disciplina, scrivendo una mail all’indirizzo [email protected]
·    L’Associazione può scegliere, in base alle proprie preferenze, se organizzare il corso solo per una, per due o tutte e tre le qualifiche (referente di intervento, veterinario esperto, coadiutore del cane). I laureati in ambito educativo o socio-sanitario ed i medici veterinari, aderendo al percorso formativo più lungo (quello del coadiutore del cane) potranno ottenere, superando i relativi esami, entrambe le qualifiche (referente di intervento e coadiutore del cane oppure veterinario esperto e coadiutore del cane), in quanto il percorso formativo del coadiutore include anche tutto il programma richiesto dal Ministero della Salute per la formazione del referente e del veterinario esperto
·    Nel corpo insegnanti devono essere presenti le professionalità indicate nel paragrafo “Docenti” del capitolo Formazione. Tra i docenti e gli esaminatori un’unica persona può rivestire più di un ruolo, comprovandone le relative competenze con curriculum
·    Le giornate di lezione devono avere durata di 8 ore ed il numero di giornate di didattica, così come il programma, devono attenersi a quanto riportato nel capitolo relativo alla Formazione. Le Associazioni sono comunque libere di integrare ulteriormente il percorso formativo aggiungendo, se vogliono, approfondimenti ed ore di didattica
·    I membri della commissione di esame possono essere proposti dall’Associazione organizzatrice, fatta eccezione, come sopra riportato, per un membro esterno (formatore in Pet Therapy) inviato dall’Ente. Su richiesta dell’Associazione organizzatrice del corso, anche altri membri della commissione d’esame possono essere inviati dal CSEN
·    La partecipazione dei corsisti alle attività didattiche deve essere adeguatamente documentata sia per le lezioni, sia per il tirocinio e la documentazione relativa va fornita in sede di esame finale (abilitazione dei cani e dei coadiutori) all’esaminatore esterno inviato dall’Ente. Nel caso del tirocinio, è necessario specificare la sede, il tipo di intervento e di utenza
·    Le docenze dei vari professionisti vanno documentate con data, firma del docente, area disciplinare corrispondente ed argomenti trattati. Il direttore del corso è tenuto a fornire documentazione relativa, in sede di esame finale (abilitazione dei cani e dei coadiutori) all’ esaminatore esterno inviato dall’Ente
·    L’Associazione è libera di permettere l’accesso al corso attraverso una pre-selezione. È inoltre libera di allontanare un corsista dal corso nel caso in cui egli manifesti, durante le lezioni o il tirocinio, comportamenti non idonei rispetto al contesto, nei confronti di docenti, utenti o colleghi
·    I corsisti che, al momento dell’inizio del corso, fossero già educatori e/o istruttori cinofili CSEN, possono essere esonerati da parte delle lezioni teoriche e pratiche relative alla psicologia canina / zooantropologia / educazione ed addestramento di base del cane. Ciò può essere accordato dall’istruttore cinofilo del corpo docenti, sotto la sua diretta responsabilità e solo dopo che egli ne abbia verificato le conoscenze teoriche e pratiche. Essi dovranno, comunque e sempre, partecipare a tutte le lezioni teoriche e pratiche relative alla preparazione ed alla conduzione del cane negli interventi, al tirocinio, ed essere sottoposti a valutazione finale come tutti gli altri
·    A discrezione dell’organizzatore, il costo del corso può includere oppure no, il rilascio del tesserino (circa 35,00 euro, in base al comitato provinciale), valido per un anno e dell’attestato di qualifica (circa 70,00 euro, in base al comitato provinciale). Il costo del corso dovrebbe invece includere la prima abilitazione di un cane, valida per un anno
·    L’Associazione è tenuta a fornire agli studenti il materiale didattico su cui studiare per l’esame. Esso sarà prodotto grazie al contributo di ciascun docente, che dovrà dare all’Associazione che lo ospita i contenuti relativi alla sua parte di programma, nonché le domande a risposta multipla dell’esame relative agli argomenti da lui trattati
·    Solo quando ottenuto il riconoscimento del CSEN, l’organizzatore potrà apporre la dicitura “Corso Riconosciuto CSEN” ed il logo del settore Cinofilia del CSEN sul materiale pubblicitario
·    Il CSEN non richiede alle Associazioni alcun costo per il riconoscimento dei corsi e le abilitazioni dei tecnici e dei cani, se non un rimborso spese per il commissario esterno inviato dall’Ente (da accordare con lo stesso) alla commissione di esame per i coadiutori, il costo dei tesserini (circa 35,00 euro, in base al comitato provinciale) e degli attestati (circa 70,00 euro, in base al comitato provinciale)
·    L’autorizzazione di un corso da parte dell’Ente non implica e non garantisce l’autorizzazione automatica di altri corsi successivamente organizzati dalla stessa Associazione
·    Nel caso in cui, nell’ambito di un corso riconosciuto dal CSEN, non vengano osservate le condizioni di cui sopra, l’Ente si riserva, per legittima ragione, di negare all’Associazione l’autorizzazione di corsi successivi.
·    Grazie alla convenzione del CSEN con il provider nazionale STAFF s.r.l., l’Associazione può chiedere, contattando direttamente il provider all’indirizzo [email protected], il rilascio di 50 crediti ECM per tutte le professioni socio-sanitarie, inclusi i medici veterinari
·    I percorsi formativi descritti al capitolo 13 sono perfettamente coerenti, in termini di programma e numero di ore di didattica e di tirocinio, a quanto previsto dal Ministero della Salute (corso propedeutico + corso base + corso avanzato) per la formazione completa delle varie figure dell’equipe. Quando le regioni avranno acquisito le Linee Guida, come stabilito nell’accordo Stato-Regioni, le Associazioni organizzatrici della formazione potranno richiedere il riconoscimento regionale della formazione precedentemente erogata, fornendo relativa documentazione
·    A partire dall’approvazione delle Linee Guida Nazionali nell’accordo Stato-Regioni del Marzo 2015, le regioni hanno circa un anno di tempo per acquisire le Linee Guida. Dal momento in cui la regione di appartenenza avrà acquisito le stesse, le Associazioni che vorranno erogare la formazione dovranno richiedere l’accreditamento diretto in regione o affiancarsi ad Enti, pubblici o privati, già accreditati per la formazione a livello regionale. Per ulteriori informazioni contattare il referente nazionale del CSEN per gli IAA Dott.ssa Sabrina Artale ([email protected]).
 
Documenti da produrre al commissario esterno al momento degli esami pratici:
Non è prevista la partecipazione di un commissario esterno durante gli esami scritti dei referenti di intervento, dei veterinari esperti e dei coadiutori. Il commissario esterno del CSEN sarà invece presente il giorno degli esami pratici dei coadiutori e dei cani. I direttori dei corsi abilitati sono tenuti, nella data dell’esame finale, a produrre all’esaminatore esterno inviato dall’Ente, la seguente documentazione:
·    Firme delle presenze dei corsisti alle lezioni teorico-pratiche (si ricorda che secondo le Linee Guida del Ministero della Salute, per essere ammessi agli esami, i corsisti devono frequentare almeno il 90% delle ore di didattica)
·    Firme dei docenti che hanno svolto le lezioni con relativi: data, area disciplinare, argomenti trattati, ore di docenza
·    Firme delle presenze dei corsisti al tirocinio con relativi: sede, tipo di attività e di utenza (si ricorda che secondo le Linee Guida del Ministero della Salute, per essere ammessi agli esami, i corsisti devono frequentare almeno 50 ore di tirocinio)
·    Esami scritti di tutti i corsisti (referenti, coadiutori, veterinari esperti) con relativa correzione e numero di errori fatti
·    Elenco completo con i nominativi dei corsisti contenente: dati per il rilascio dei tesserini (data di nascita, provincia ed indirizzo di residenza, contatto e-mail e numero di telefono, numero di tessera socio CSEN); percorso formativo frequentato (referente, veterinario esperto e coadiutore del cane); qualifica o qualifiche da rilasciare (es. coadiutore o referente + coadiutore); per i coadiutori: nome, razza e numero di microchip di eventuali cani abilitati.
 
NB
Copia della suddetta documentazione dovrà essere conservata presso la sede dell’Associazione, per il futuro riconoscimento del percorso formativo da parte della regione di appartenenza.
 
    16. DISCIPLINARE PER QUALIFICHE ED ABILITAZIONI
 
  • Il tesserino tecnico del CSEN deve essere rinnovato ogni anno, presso il proprio comitato provinciale, al costo di 25,00 euro (si ricorda che tutte le qualifiche in Pet Therapy saranno inquadrate nell’albo non sportivo ma sociale dell’Ente ed il tesserino riporterà il simbolo del Ministero del lavoro e delle politiche sociali e non del CONI)
  • La commissione del test di abilitazione del cane è tenuta ad avvalersi della modulistica del CSEN (modulo num. 9: Test per l’abilitazione del cane) per la valutazione dei requisiti attitudinali e comportamentali del cane in esame
  • Ogni cane abilitato riceverà una certificazione di idoneità (vd. Modulistica: modulo num 10), su cui la commissione annoterà eventuali note o restrizioni al tipo di attività che egli potrà svolgere. L’Associazione dovrà tenere copia di tale certificazione presso la propria sede legale e consegnare l’originale al coadiutore del cane. Il coadiutore userà questo documento per dimostrare che il suo cane è stato abilitato agli IAA da un’equipe con un medico veterinario esperto in IAA, come da linee guida del Ministero della Salute.
  • Superando il test di abilitazione con esito positivo, i cani verranno inseriti nel registro del CSEN dei cani abilitati e potranno operare negli interventi per un anno e con le eventuali restrizioni indicate dalla commissione nell’apposita scheda
  • Ogni cane abilitato deve ripetere il test per il rinnovo dell’abilitazione una volta l’anno
  • Il costo per il rinnovo dell’abilitazione di un cane, valido per un anno, è di euro 50,00. Tale cifra deve essere corrisposta all’Associazione sede del test anche in caso di esito negativo. In tale cifra deve essere incluso ogni onere relativo alle spese per l’organizzazione e per la commissione
  • Un cane che non superi il test di abilitazione o un rinnovo di essa, può riprovare l’esame dopo un periodo minimo di 6 mesi
  • Per anzianità del cane o per altre ragioni, la commissione può accorciare la durata dell’abilitazione, chiedendone il rinnovo a 6 mesi invece di un anno
  • Il test per il rinnovo dell’abilitazione dei cani può essere eseguito presso qualsiasi Associazione affiliata al CSEN sul territorio nazionale, che sia stata autorizzata dall’Ente per la formazione in Pet Therapy
  • La commissione dei rinnovi dell’abilitazione dei cani deve essere costituita come quella della prima abilitazione e sempre prevedere la partecipazione di un commissario esterno inviato dal referente nazionale del CSEN per gli IAA
  • E’ severamente vietato condurre negli interventi animali non abilitati dall’Ente o animali la cui abilitazione sia scaduta e non rinnovata, se non per le eccezioni di cui sopra (vd. Capitolo 10). Nel caso di inadempienze l’Ente si riserva di attivare procedimenti disciplinari verso chi conduceva negli IAA cani non autorizzati.
 
    17. CONTATTI E RIFERIMENTI
 
Referente nazionale per la Pet Therapy
Dott.ssa Sabrina Artale, Medico Chirurgo, Formatore in Pet Therapy, Presidente dell’asd-onlus A.I.E.C.C.S. (Associazione Internazionale Educazione Cinofila e Cani Sociali), Roma.
Email: [email protected] – Tel: 3409360373.
 
Referente per la macroarea sud
Dott. Alfredo Porfido, Infermiere, Formatore in Pet Therapy, Bari
Email: [email protected]
 
Referente per la macroarea nord
Dott.ssa Michela Romano, Psicologa e Psicoterapeuta, Formatore in Pet Therapy, Vicenza
Email: [email protected]
 
Referente per la macroarea centro
Sig.ra Maria Elena Visconti, Formatore in Pet Therapy, Presidente di GAIA, Arezzo
Email: [email protected]
 
18. MODULISTICA
 
In allegato, alcuni moduli utili per chi progetta e realizza interventi di Pet Therapy e per le Associazioni organizzatrici di corsi di formazione:
 
Moduli da utilizzare per la progettazione, il monitoraggio e la valutazione di efficacia degli interventi:
 
  1. PRESENTAZIONE DEL PROGETTO, a cura del responsabile di progetto, da presentare alla struttura in cui si intenda eseguire l’intervento, ai tutori legali dell’utente ed alle USL competenti
  2. SCHEDA PER LA VALUTAZIONE INDIVIDUALE DELL’UTENTE, per monitorare, durante ogni seduta, i benefici degli interventi individuali sull’utente/paziente, a cura del referente di intervento
  3. SCHEDA PER LA VALUTAZIONE DEL GRUPPO, per monitorare, durante ogni seduta, i benefici degli interventi su gruppi di utenti/pazienti, a cura del referente di intervento
  4. SCHEDA COMPORTAMENTALE DEL CANE, per monitorare il benessere dell’animale prima, durante e dopo ogni seduta, a cura del coadiutore del cane
  5. DIARIO MENSILE DELLE ATTIVITA’ DEL CANE, a cura del coadiutore del cane, per annotare il tipo ed il numero di interventi a cui l’animale partecipa ogni mese
  6. CARTELLA CLINICA DEL CANE, a cura del medico veterinario, da rinnovare ogni 6 mesi
  7. CONSENSO INFORMATO, da far firmare all’utente o al suo tutore legale, prima dell’inizio dell’intervento, a cura del responsabile di progetto
  8. LINEE GUIDA NAZIONALI, approvate nell’accordo Stato-Regioni del 25 Marzo 2015.
 
Moduli da utilizzare da parte delle Associazioni che erogano corsi di formazione:
 
  1. TEST PER L’ABILITAZIONE DEL CANE, a cura della commissione, da utilizzare per la valutazione attitudinale e comportamentale dei cani durante i test di abilitazione e successivi rinnovi
  2. CERTIFICAZIONE DI IDONEITA’ DEL CANE, a cura della commissione, certifica che il cane ha superato il test ed è abilitato a partecipare agli IAA. Esso riporta eventuali restrizioni delle attività che l’animale può svolgere e la data del rinnovo. Da consegnare in originale al coadiutore del cane perché egli possa attestare l’idoneità del proprio cane agli IAA presso le strutture dove vorrà operare; tenere copia in Associazione
  3. BANDO DEL CORSO PER COADIUTORE DEL CANE, a cura dell’Associazione che vuole organizzare il corso di formazione, da inviare compilato in tutte le sue parti al referente nazionale per gli IAA per il riconoscimento
  4. BANDO DEL CORSO PER REFERENTE DI INTERVENTO, a cura dell’Associazione che vuole organizzare il corso di formazione, da inviare compilato in tutte le sue parti al referente nazionale per gli IAA per il riconoscimento
  5. BANDO DEL CORSO PER (VETERINARIO) ESPERTO, a cura dell’Associazione che vuole organizzare il corso di formazione, da inviare compilato in tutte le sue parti al referente nazionale per gli IAA per il riconoscimento
  6. FIRME PRESENZE LEZIONI, a cura dell’Associazione abilitata per la formazione, da utilizzare per documentare la partecipazione dei corsisti alle lezioni frontali, da fornire al commissario esterno della commissione di esame
  7. FIRME PRESENZE TIROCINIO, a cura dell’Associazione abilitata per la formazione, da utilizzare per documentare la partecipazione dei corsisti al tirocinio, da fornire al commissario esterno della commissione di esame
 
 
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